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Eccellenze venete nel mondo: la tradizione artigianale del lanificio Bottoli

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bottoli_IDMInnovazione di Moda  è un punto di riferimento per gli operatori del settore fashion in Italia: essendo il Lanificio Bottoli una delle aziende che meglio rappresenta la qualità del Made in Italy nel mondo, sarà sicuramente interessante conoscere qualche dettaglio dell’azienda.

Celebre in tutto il mondo per la produzione di tessuti con lana italiana, il lanificio Bottoli vanta una storia racchiusa in ben quattro generazioni di una famiglia di imprenditori veneti che hanno iniziato a produrre lane attorno al 1861. Nonostante gli anni di storia, però, Roberto Bottoli (amministratore unico dell’azienda ma anche vicepresidente del Sistema Moda di Confindustria Veneto) riesce a mantenere una perfetta sintonia fra tradizione artigianale di famiglia e la continua innovazione di prodotto, fissando come obiettivo primario l’eccellenza del prodotto.

Quello guidato da Roberto Bottoli è uno dei pochi lanifici a ciclo completo di lavorazione di lana da grezza al tessuto destinato ai migliori brand dell’industria della moda, da Versace a Trussardi: con sede a Vittorio Veneto, 5 mila metri quadrati e 40 collaboratori professionisti, l’azienda ha prodotto nel 2013 un fatturato  di quasi 5 milioni di euro.

Se si visita il lanificio si possono scorgere, nel prato vicino allo stabilimento, delle pecore con mantello scuro, ossia la razza in estinzione “Sopravvisana”. In effetti, Bottoli stesso ammette di avere selezionato le migliori razze (comprese la “Gentile di Puglia” e le “merinizzate appenniniche”) in modo da produrre le lane più pregiate che non verranno poi tinte ma manterranno i naturali colori del vello, risparmiando così centinaia di chili di coloranti chimici. Non è un caso che uno dei principi cardine dell’azienda sia la sostenibilità, affiancata da una produzione impregnata di valori etici ed ambientalistici e da una grande fiducia nel Made in Italy.

E’ nei reparti di Vittorio Veneto che vengono effettuate le operazioni di mistatura, filatura, risorcitura, orditura, tessitura, rifinizioni e controllo, per ottenere filati voluminosi ma leggeri, soffici ma con grande potere calorico, garanti di vestibilità e confort per il capo finito: un prodotto 100% Made in Italy capace di soddisfare anche i gusti del pubblico moderno.

Roberto Bottoli ha inoltre lanciato da poco un appello ai Media chiedendo loro un maggiore attenzione nei confronti di eccellenze produttive che resistono sul territorio al fine di convincere le istituzioni a garantire loro condizioni migliori per sopravvivere e svilupparsi ulteriormente. Di certo questo lanificio trevigiano ha tutte le carte in regola per continuare a rappresentare il Made in Italy nel mondo.

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Versace cede il 20% del capitale a Blackstone

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Versace-LogoVersace apre le porte a Blackstone: il fondo Usa, al termine di un corteggiamento durato mesi, sbaraglia gli altri pretendenti (primo fra tutti Investcorp, il fondo mediorientale in passato già azionista di Tiffany e Gucci) aggiudicandosi il 20% della casa di moda con un’offerta complessiva di 210 milioni, che valorizza l’intera azienda di circa 1 miliardo di euro.

L’accordo con il partner finanziario garantisce al marchio della Medusa risorse fresche per crescere soprattutto all’estero, secondo le linee già individuate dal CEO Gian Giacomo Ferraris e condivise con la famiglia, la quale rimarrà comunque il fulcro della società non intendendo affatto cederne il controllo. In un momento come questo, in cui il made in Italy finisce in mani straniere (è di pochi giorni fa la notizia del passaggio di Krizia ai cinesi) l’alleanza in questione ha quindi un carattere diverso. Inoltre, resta intatto anche il progetto di sbarcare in Borsa nei prossimi 3-5 anni.

In particolare, il fondo di private equity con base a New York entra nella Gianni Versace, dove gli verrà riconosciuto un posto in consiglio di amministrazione, con un’iniezione di capitale di 150 milioni e con l’acquisto di azioni per altri 60 milioni di euro da Givi, la holding di Allegra, Donatella e Santo Versace. «Sono molto onorata di lavorare con Blackstone in particolare con Steven Schwarzman che ammiro per gli obiettivi raggiunti nella sua carriera e che condivide con la famiglia la stessa visione di sviluppo di Versace. Abbiamo raggiunto una posizione forte ed unica nel fashion luxury e sono convinta che questo investimento, insieme ad un chiaro obiettivo e ad un management eccezionale, permetterà a Versace di esprimere a pieno il proprio potenziale» è il commento di Donatella Versace, direttore creativo della casa di moda.

Siamo incredibilmente entusiasti degli sviluppi, che riconoscono il lavoro fatto negli anni passati per rafforzare la società quasi duplicando le sue dimensioni. Versace ha un’incredibile brand recognition a livello globale, una creatività unica e una formidabile organizzazione, che con l’investimento di Blackstone possiamo ulteriormente far crescere per portare la società a un nuovo livello dimensionale” ha osservato invece Gian Giacomo Ferraris, amministratore delegato del gruppo italiano.

Soddisfazione è stata espressa anche dal private equity, per voce di Stephen A Schwarzman, presidente, CEO e co-fondatore di Blackstone: “E’ un grande piacere lavorare con una vera icona come Donatella Versace. Ha una posizione unica nella moda a livello mondiale e ha contribuito a rendere Versace uno dei pochi marchi globali del lusso. Siamo felici di partecipare a questo eccezionale business e ci impegneremo a supportare Versace nel realizzare il suo alto potenziale di sviluppo nel mondo. Non vediamo l’ora di lavorare con Donatella e il management per raggiungere i loro obiettivi“.

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