IDM: Innovazione di Moda

Innovazione, competitività, sostenibilità nel mondo Moda

Menu di navigazione

Lusso, consumatori in crescita: da 380 a 440 milioni nel 2020

Pubblicato di in Bacheca | 0 commenti

Il consumo del lusso aumenterà sotto ogni aspetto su scala mondiale, e sarà una crescita trainata dai consumatori: infatti i 380 milioni di essi che al giorno d’oggi spendono circa 730 miliardi di euro diventeranno 440 milioni nel 2020, per una spesa complessiva superiore agli 880 miliardi. Tale crescita sarà prevalentemente guidata dai cosiddetti consumatori “core” (ossia con una spesa media di circa 10.000 euro l’anno in lusso personale ed esperienziale, auto escluse), che rappresentano circa il 40% del mercato totale e che al 2020 aumenteranno di 10 milioni rispetto ai 32 milioni attuali, con un mercato accresciuto di 85 miliardi di euro. I restanti consumatori sono invece quelli “aspirazionali” (cioè con una spesa fino a 2.000 euro l’anno), destinati a passare da 350 milioni nel 2014 a 400 milioni nel 2020, con un mercato che a valore salirà da 470 miliardi a 535 miliardi. I Paesi maggiormente coinvolti? Stati Uniti (che si confermano un’area importante per il comparto) seguiti da Cina (che vedrà 15 milioni di nuovi compratori), Europa e Middle East.

lusso

Si tratta di dati emersi dallo studio “True Luxury Global Consumer Insight” realizzato dal Boston Consulting Group in collaborazione con Exane Bnp Paribas e presentato da Fondazione Altagamma a Milano nell’ambito del convegno “Altagramma Consumer and Retail Insight”.

Aumentano i consumatori, ma sta iniziando una nuova epoca sul fronte distributivo. Dall’inizio del nuovo secolo a oggi le vendite del lusso sono state fortemente alimentate dallo sviluppo retail (secondo l’Altagamma Retail Evolution, dal 2005 al 2013 la crescita dei negozi ha addirittura contribuito per circa il 30% all’aumento dello shopping e dei fatturati dei beni di lusso). Ora però la situazione sta cambiando: lo afferma Andrea Illy, presidente di Fondazione Altagamma, secondo il quale si è arrivati a una saturazione nella penetrazione dei mercati (in alcuni casi si parla già di cannibalizzazione). La crescita futura sarà pertanto prevalentemente organica – a parità di numero di negozi si punterà sull’incremento della resa al metro quadro – e  focalizzata sulla centralità del consumatore.

Un cliente non facile da intercettare perché più consapevole ed attento ai valori intrinseci e alla provenienza dei prodotti, molto sensibile al passaparola e ai social network e immerso nel mondo digitale che utilizza anche per i propri acquisti (nel 2020 l’e-commerce veicolerà il 15% delle vendite di prodotti di lusso, un dato fermo attualmente al 5%).

Le aziende di alta gamma dovranno però fare i conti anche con una crescente disaffezione nei confronti del lusso: circa un milione di consumatori è infatti intenzionato a ridurre in modo significativo i propri acquisti  di lusso nel futuro (ciò riguarda soprattutto italiani, francesi, giapponesi e statunitensi). E’ per questo che bisognerà puntare soprattutto su qualità ed esclusività del prodotto (il made in Italy resta una certezza nell’ambito della moda, un asset fondamentale su cui costruire lo sviluppo di medio e lungo periodo del brand), ma anche rivedere la formula del monomarca, che continua a ricoprire un ruolo centrale. In effetti i consumatori nei Paesi maturi preferiscono negozi specializzati in location esclusive e un’esperienza d’acquisto intima, mentre quelli delle economie emergenti prediligono grandi flasghip nei quali la shopping experience digitale/virtuale si fonde con quella fisica.

Leggi di più

Fashion: cresce il fenomeno del Travel retail

Pubblicato di in Bacheca | 0 commenti

Travel retailFino a poco tempo fa gli aeroporti erano considerati dei luoghi asettici e freddi dove passare i lunghi tempi di attesa leggendo un giornale o facendo un veloce spuntino. In seguito, è emerso il fenomeno del duty free e le attese sono state trasformate in possibilità di acquistare esentasse alcune categorie merceologiche di prodotti. Ora il panorama sta nuovamente cambiando. L’aeroporto si sta trasformando nel centro commerciale del futuro, ambiti spazi dove incontrare e acquistare le griffe del lusso.

L’ATRI, Associazione Italiana del Travel Retail, ha raccolto i dati dell’intero settore (che comprende aeroporti, ma anche vendite su velivoli e nelle stazioni ferroviarie) e ha registrato che nel 2011 i ricavi di questo segmento sono stati di 11,4 miliardi di euro, di cui i 3/4 legati alle vendite negli aeroporti. Di queste vendite, il 35% riguarda cosmetici e profumi, mentre il 25% riguarda il settore della moda.

Il canale retail negli aeroporti è diventato ormai fondamentale. Il Direttore Commerciale Non Aviation di Sea, Luigi Battuello, ha sostenuto: «Da Gucci a Hermes a Prada, tutte le grandi griffe mondiali sono entrate in questo canale. E se prima la vendita nel canali duty free era principalmente legata al risparmio di alcuni oneri di tassazione, ora questo vantaggio è secondario. Spesso si compra perché gli aeroporti sono diventati dei veri e propri department store. E non solo per la quantità di negozi presenti, ma proprio per come si presentano». Questi negozi, infatti, si presentano lussuosi ed eleganti, ben forniti ed esteticamente piacevoli, con prezzi chiave che invogliano il passeggero ad entrare, che non è lì prettamente per acquistare ma deve essere invogliato a farlo.

Per quanto riguarda i migliori punti chiave del travel retail, si aggiudicano i primi quattro posti su cinque della classifica gli aeroporti asiatici: Dubai, Seoul, Singapore e Hong Kong. L’obiettivo è rendere estremamente piacevole ed appagante l’attesa e l’esperienza di shopping. A Seoul, per esempio, Louis Vuitton ha aperto una boutique di 550 m² che vende mediamente per 350 mila dollari di fatturato al giorno. Pare vi sia un gran numero di passeggeri che sceglie le proprie coincidenze aeree in modo da passare per questo aeroporto e visitare l’enorme boutique targata Vuitton.

Considerando la fotografia realizzata dall’Airport Council International, che ritiene che nel 2029 transiteranno per gli aeroporti mondiali circa 10 miliardi di passeggeri, con una crescita media del 4,1%, si tratta di un business in espansione, da tenere monitorato e al quale anche i grandi brand italiani devono ancorarsi. Nonostante sia stato guidato dall’esplosione orientale, pare che il fenomeno del travel retail sarà la rivelazione del prossimo futuro.

Fonte: Pambianco news

Leggi di più