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ittierre Il gruppo Colella ha depositato presso il tribunale di Isernia una proposta vincolante per concludere un contratto di affitto di ramo dell’azienda della Ittierre e la relativa opzione di acquisto: a confermarlo, il presidente del gruppo, capo, tra l’altro, di un piccolo impero di acque minerali in forte espansione, Camillo Colella. Il costo dell’operazione sarebbe di circa 3 milioni e 200.000 euro. La strategia di Colella prevede anche la creazione, all’interno del gruppo, di una Newco dedicata al comparto moda per poi acquisire a breve termine un marchio di abbigliamento. Dopo l’eventuale via libera all’acquisto da parte del giudice fallimentare, il piano industriale prevede la costituzione di due “Poli della moda” e quindi lo spostamento della produzione industriale da Pettoranello a Monteroduni, presso gli stabili che una volta ospitavano la vecchia Gtr (25.000 metri quadrati di capannoni). Oltre al polo di tipo industriale ci sarà anche quello commerciale: potrebbe essere possibile utilizzare l’outlet già esistente oltre che aprire alcuni negozi a Roma e Milano facendo leva sulla disponibilità di immobili del gruppo Colella (che, ricordiamolo, attraverso le tre società di cui dispone il controllo realizza aggregati per oltre 60 milioni di euro, oltre ad aver movimentato circa un miliardo di euro negli ultimi 15 anni tra attività immobiliari e non).

Dal progetto spunta anche l’acquisizione di nuovi marchi importanti nel campo della moda, tra cui Ferrè: Colella ha infatti dichiarato di volere acquistare un primario marchio internazionale da far produrre alla nuova Ittierre, e tra gli obiettivi dell’imprenditore molisano si pensa ci possa essere proprio il recupero di Ferré almeno come licenza. Si cercherebbe di raccogliere e mettere insieme tutto ciò che di Ittierre è rimasto di buono, a cominciare dai marchi storici che hanno fatto grande l’azienda di Pettonarello, con lo scopo di ottenere il riconoscimento dell’area di crisi e riqualificare una grande azienda.

Al progetto di rilancio dell’azienda lavorerebbero l’ex amministratore delegato Petrollini e l’ex manager di lunga data di Ittierre e ora alla guida di Rifle, Antonio Arcaro (che contribuì alla scalata dei mercati più prestigiosi nel mondo della moda  ai tempi del patron Tonino Perna).

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