IDM: Innovazione di Moda

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Il web: il 3° mercato del lusso tra 10 anni!

Il web: il 3° mercato del lusso tra 10 anni!

Posted by on 9 Lug 2015 in Bacheca | 0 comments

Il 7 luglio a Milano Altagamma ha presentato i dati sul suo studio “Digital Luxury Expirience 2015” evidenziando come, nel 2014, il 6% delle vendite nel settore lusso si sono svolte tramite acquisti online! Il vicepresidente della Fondazione Armando Branchini ha affermato che lo scontrino medio di un acquirente italiano è di circa € 70 in un outlet e di poco inferiore ai € 200 negli acquisti online.

Tra 10 anni si stima che la percentuale di vendita dei beni di lusso raggiungerà il 18% sul web che diventerà, con un fatturato di 70 miliardi, il terzo canale di vendita dietro a Cina e Stati Uniti.

Emerge quindi la crescita dell’ecommerce che arriva a superare, nella spesa media, quella degli acquisti affini effettuati offline: un dato davvero rilevante e significativo.

Un fattore determinante in questa tendenza è molto probabilmente l’utilizzo sempre maggiore di dispositivi mobile per effettuare gli acquisti, che consente di scegliere e acquistare i prodotti ovunque ci si trovi e ricevendo il prodotto comodamente a casa.

Il web è ormai uno strumento indispensabile per effettuare acquisti, indipendentemente dal fato che l’operazione si concluda poi online o presso il punto vendita, poiché consente il confronto tra brand e prodotti. Un altro elemento da non sottovalutare è l’influenza che i canali digitali ricoprono nella fase decisionale che precede l’acquisto.

Il settore lusso conferma quindi la validità della presenza sul web anche quando il valore non è dato solo dal prodotto di per sè ma anche dal significato che riveste.

Ulteriori conferme, queste, che il web rappresenta il futuro e che per la crescita e lo sviluppo non se ne può prescindere.

 

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Fashion: una storia lunga kilometri di tessuto

Posted by on 28 Ott 2014 in intervista | 0 comments

Intervista a Lidia Zocche, Responsabile del servizio cultura del comune di Schio

Presente come relatrice all’evento “Archivi Vivi: il Fashion nell’era Digitale”, tenutosi a Schio il 24 ottobre, Lidia Zocche: Responsabile Servizio Cultura del comune di Schio. Di seguito qualche notizia su di lei, dopo essersi laureata in Lettere e Letterature Moderne presso l’Università di Padova, ha conseguito il Diploma nel Corso di Perfezionamento per responsabile di progetti culturali, presso la Fondazione Fitzcarraldo a Torino.

Durante la sua presentazione, Lidia Zocche ha spiegato che l’evento, organizzato da Atman e promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden, ha voluto comprendere il tema degli “Archivi Vivi” proprio al fine di promuovere la cultura, di farla uscire dagli archivi e contaminarla, per esempio esplorando il rapporto tra cultura ed impresa.

La cultura, infatti, che risiede nell’archivio statico, nel nostro passato, è alla base di ogni società e del progresso. Bisogna, quindi, farla uscire dalla nicchia, attraverso le tecnologie, per renderla fruibile.  Ha, poi, raccontato che fra le sue passioni vi è quella di esplorare campi ed ambiti d’interesse che conosce poco e che i suoi libri preferiti sono “Il gabbiano Jonathan  Livingston” di Richard Bach, “Un secolo troppo presto” di Adriano Olivetti e “Cambiamo tutto” di Riccardo Luna.

A fine conferenza la abbiamo intervistata:

Come è nata l’intuizione di mettere insieme il mondo del Digitale con quello della moda?

Mi sono accorta che utilizzando un approccio classico, come da mia formazione, sarebbe stato “un bagno si sangue dal punto di vista economico” e non avrei raggiunto l’obiettivo di far incontrare la cultura con l’economia. Allora ho cercato di cambiare punto di vista! La strada tradizionale sarebbe ovviamente stata la più semplice: avrei potuto semplicemente fare ciò che i manuali dicono,trovandomi quindi ad investire moltissimo denaro nella catalogazione dell’archivio “Lanerossi”, però con la consapevolezza che questo progetto così oneroso sarebbe stato difficile da portare a termine.A questo punto, sospettosa delle risposte facili, ho abbandonato la via maestra, cercando nuove strade per affrontare l’archivio, confrontandomi con le persone con cui ero in contatto, cioè Maria Luisa Frisa e Mario Lupano della facoltà di Design della moda dello IUAV, Cristiano Seganfreddo di  FuoriBiennale, Michele Bocchese presidente di Confindustria moda della provincia di Vicenza e poi del Veneto,per cercare di capire, incontrandosi e discutendo, quale utilità potesse avere l’archivio. L’idea partorita è questo nuovo modo di affrontare l’archivio storico, mettendo in comunicazione mondi completamente diversi.

L’archivio sembra essere un’ esclusiva degli archivisti o degli studiosi di storia, ma in realtà per le aziende che progettano, e quindi fanno molta ricerca, l’archivio diventa importantissimo perché possono attraverso di esso prendere spunto dalla storia passata.

La fase che stiamo vivendo oggi ci dà la fortuna di assistere a numerosi cambiamenti, in cui il passato può aiutare e può darci spunti a cui poi noi dobbiamo aggiungere del nostro, facendo così compenetrare l’Ottocento e il Duemila.Si ottiene in tal modo una terza cosa diversa. Non si può parlare solo di digitale e di analogico, quindi di passato e presente, perché viviamo in una sorta di Terza Rivoluzione industriale, in cui i due mondi si integrano creando qualcosa a cui ora non posso dare un nome (verrà dato in una fase post-rivoluzionaria, come ogni cosa).

 

Che importanza ha questo luogo che è stato scelto per la conferenza?

È un luogo storico che risale al 1757, dove sono stati tessuti chilometri su chilometri di tessuti di grande qualità, quindi, io credo, che luoghi così possano trasmetterci ancora qualcosa, anche a livello emozionale, guardando questi macchinari.

Mettere insieme ciò che è assoluta avanguardia in un luogo che da secoli opera materialmente nello specifico settore, è il simbolo perfetto per definire la Terza Rivoluzione industriale.

 

Secondo quali criteri sono stati scelti relatori e scuole?

Si tratta di scuole con un bagaglio di conoscenze ed interesse verso la moda, mentre i relatori sono provenienti da aree diverse per arricchire attraverso la diversità.

 

In che modo si possono rendere vivi gli archivi?

L’archivio deve essere visto non solo come mera fonte per gli storici, ma deve essere linfa vitale per l’economia. L’archivio non è accessibile a tutti, vi sono dei distinguo da fare, ma ciò non toglie il fatto che il materiale possa essere utile.

Il primo passo compiuto da me è stato quello di sensibilizzare gli imprenditori sull’importanza dei propri archivi. In seguito ho cercato di venire in possesso degli archivi delle aziende storiche che sono state vendute, salvandone così il patrimonio. L’archivio diventa quindi il fattore competitivo che ci può contraddistinguere dagli altri competitors a livello nazionale.

In secondo luogo, si è iniziato a censire gli archivi della moda del Veneto e a cominciare ad inventariarli con standard internazionali, digitalizzando i campionari di stoffa, lavorando affinché si creassero logaritmi particolari in grado di catalogare e fotografare le stoffe secondo colore, tessitura e effetto tattile.

Infine, la cosa fondamentale è stata la valorizzazione di questi archivi attraverso il contemporaneo. Per esempio, è stato fatto un workshop sul tema della coperta con lo IUAV, in modo che gli studenti partecipanti avessero dei reali esempi (offerti dalla famiglia Marzotto e dall’archivio Lanerossi) di coperte sia in produzione che storiche, da cui potessero prendere spunto. Questa analisi storica è la partenza per raccontarne la storia e cercare di reinterpretare l’oggetto per i giorni nostri. Questi pezzi unici sono poi stati esposti e, a conferma del loro valore, alcuni capi sono stati acquistati dall’azienda Diesel.

Questo approccio nuovo, quindi, cerca di fondere insieme storia, cultura, digitale e creatività: mondi diversi che abbisognano pertanto di un linguaggio che li accomuni.

 

Che valore ha il lanificio per Schio e che valore questo meeting per il paese?

C’è un grande valore intrinseco per gli abitanti, in quanto abbiamo notato, nelle visite guidate a questi edifici storici, che si riscontra un grande sentimento di attaccamento nei confronti di questa storica azienda che ha fatto tanto per la città. La città si riconosce nell’azienda sotto tanti punti di vista perché non è stata un’azienda patronale, ma ha dato tanto anche agli operai e ai dipendenti stessi, facendo anche crescere culturalmente, oltre che economicamente, la città.

Tutte queste iniziative, dunque, nelle quali arrivano giovani dal Veneto aiutano a costruire una narrazione del Veneto che vada oltre lo stereotipo nazionale per cui il Nord-Est è un luogo in cui la gente lavora tanto, evade le tasse, etc. La storia reale è che il saper fare, in questi luoghi, coniugato all’innovazione costante risalgono a secoli fa, non è solo conseguenza del boom economico di cinquant’anni fa, ma ha radici storiche profonde, fa parte integrante del DNA di questo territorio, tant’è vero che a differenza di altri luoghi d’Italia, il Nord-Est non è crollato a seguito della crisi economica. Tutti questi incontri, conferenze e dibattiti, aiutano  a diffondere la consapevolezza di questa appartenenza a una storia imprenditoriale con delle caratteristiche continue e comuni, ovvero: il saper fare e trasformare i materiali, coniugato con l’innovazione e la creatività e quindi, cultura.

 

Per quanto riguarda il digitale : ha un’opinione più positiva o negativa?

In un mondo globale come il nostro sono importantissime le peculiarità locali, come per esempio il caso del Made in Italy è diventato un brand grazie alla globalizzazione stessa. Noi abbiamo la fortuna di avere una cultura sedimentata nei secoli e quindi siamo avvantaggiati. Perciò dobbiamo far leva sui nostri punti di forza contraddistintivi (la nostra cultura, per esempio, vista con uno spettro a 360°), che il digitale può diffondere globalmente in modo efficace.

 

Progetti futuri?

Sicuramente si andrà avanti con l’archivio storico Lanerossi visto che è lungo 6 km e comporta quindi un lavoro oneroso e lunghissimo, che farà parlare di sé per molto tempo. L’idea, poi, è quella di approcciarci allo stesso modo agli archivi per altre diverse tematiche, come quelle della Grande guerra.

 

 

 Sonia Fasoli,Francesca Trabacchin, Laura Angela Vimercati

Studentesse della Laurea Magistrale in

Web Marketing and Digital Communication presso lo Iusve di Verona

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Acquisti di moda online: l’identikit del compratore – anzi – della compratrice tipica

Posted by on 17 Mag 2013 in Bacheca | 0 comments

acquisti_moda_online_innovazione_modaAbbiamo già parlato del fatto che fare acquisti online sta diventando, anche in Italia, un comportamento che inizia a diffondersi. Compriamo prodotti di tecnologia, cene, viaggi, ma soprattutto articoli di moda.

Per quanto riguarda gli acquirenti dei prodotti di moda online, una ricerca di Contactlab, ha evidenziato che si tratta principalmente di compratrici. Infatti, pare che anche online, siano le donne ad essere le più accanite acquirenti.

L’identikit di una tipica fashion victim? Donna, under 35, del Sud Italia o delle isole principalmente. Tendenzialmente, chi spende nella vita reale per gli articoli di moda è più propenso a farlo anche online.

Quanto acquista una fashion victim online? Si parte da circa sei articoli di moda all’anno fino ad arrivare a chi dichiara di aver fatto più di 5 acquisti negli ultimi tre mesi. Più del 30% del campione ha ammesso di aver speso più di mille euro nell’ultimo anno.

Gli acquisti online sono incentivati dalla possibilità di acquistare usufruendo di sconti, dalla grande offerta di prodotti di marca (anche di lusso) a prezzi di outlet e anche dalla sempre più alta percezione della sicurezza per quanto riguarda i pagamenti online.

Non solo acquisti da computer per le giovani fashion acquirenti, ma, sempre più, a farla da padrone sono smartphone e tablet.

Un appello va, dunque, alle aziende della moda le quali, se ancora non l’avessero fatto, devono investire prima che sia troppo tardi nella vendita online. Tagliare i costi vendendo online permette di avere dei prezzi più competitivi da presentare alle acquirenti che, a loro volta, sono e saranno sempre di più maggiormente propense ad acquistare online.

L’innovazione della moda passa anche dall’e-commerce, oggi.

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Innovazione di moda: fare acquisti su misura online con i “fit finder”

Posted by on 26 Apr 2013 in Bacheca | 0 comments

Acquistare capi di abbigliamento su misura online. Sembra una cosa insensata o un ossimoro ma invece si tratta del presente e del futuro degli acquisti online.

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Esempio di Fit Finder

Com’è possibile? Tramite i cosiddetti “fit finder”, sempre più diffusi. Si tratta di particolari software, nati appositamente per l’utilizzo negli e-commerce, che permettono all’utente di creare facilmente un avatar con le proprie esatte misure per “provare” realmente gli abiti disponibili sugli store online.

È sufficiente inserire le proprie misure tra cui altezza, peso, lunghezza delle braccia, girovita etc etc e, tramite un complesso algoritmo, il software crea un avatar che in un camerino virtuale prova gli abiti e mostra come vestono. Inoltre, tramite la comparazione con i dati inseriti dagli altri utenti il software stesso suggerisce la taglia più adatta.

I software più famosi per questo utilizzo sono True fit e Fits.me. Già nel 2010 la londinese Hawes & Curtis ha acquistato Fits.me e da allora ha dichiarato che il business è cresciuto del 57%, mentre i resi sono diminuiti del 35%, con relativa diminuzione dei costi.

Altri brand come Hugo Boss e Adidas usano già questi software. Ora si sta pensando ad un’ottimizzazione per le tecnologie mobile.

I camerini virtuali aiutano anche a stilare curiose classifiche globali. Heijkki Haldre, fondatore di Fits.me, ha dichiarato: «Secondo i nostri dati gli uominigraci hanno il giro vita più largo del mondo con 97,53 cm e i giapponesi il più stretto con 84,43. Invece le donne più tonde del mondo sono le nigeriane con 82,67 cm e le più magre le serbe con 71,66».

 

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Digital fashion: l’e-commerce è sempre più di moda

Posted by on 23 Apr 2013 in Bacheca | 0 comments

digital fashion e-commerce su Innovazione modaIl numero di chi acquista online, soprattutto prodotti di moda, in Italia è in crescita: negli ultimi sei mesi il numero di chi ha comprato almeno una volta online è cresciuto di 200.000 unità.

 

Cosa prediligono gli acquirenti italiani in fatto di acquisti digital fashion?

–       il 40,6% sceglie capi d’abbigliamento,

–       il 36% le scarpe,

–       il 30,4% gli accessori in generale,

–       e il 15% acquista borse da donna.

 

Andando ulteriormente nello specifico, chi ha acquistato online negli ultimi tre mesi è il 47,7% degli internauti italiani, cioè 13,8 milioni di individui contro i 9 milioni dello stesso periodo del 2012. Secondo le ultime ricerche di Netcomm, gli utenti più attivi realizzano 3,5 acquisti online ogni trimestre, cioè poco più di un acquisto al mese.

Per quanto riguarda in particolare gli acquisti in ambito moda, ecco le parole di Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano: «I consumatori italiani mostrano nell’acquisto di prodotti “moda” una grande e crescente attenzione, al punto che stiamo parlando di 8 milioni di eFashionShopper. Una crescita tale si spiega, in primis col trend inarrestabile di acquisti in mobilità tramite smarthphone e tablet (+165% la loro incidenza), ma soprattutto dal mix virtuoso di variabili che determinano la decisione d’acquisto. Certamente la convenienza e il buon rapporto qualità/prezzo sono una condizione rilevante (36%), ad esempio nell’acquisto di scarpe, ma la credibilità del sito, la marca del prodotto e l’occasione irripetibile pesano in modo decisivo come fattori di scelta. Merita osservare, poi, come si affermi fra i fattori anche la difficoltà nel reperire il prodotto in un altro modo (10,4%), che è spia di una non cannibalizzazione né della marca né di altri canali di vendita». Dei trend che fanno orientare sempre più le aziende della moda alla vendita online, studiando soluzioni innovative per rendere lo shopping digitale degli utenti un’esperienza sempre più appagante.

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