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La corsa irrefrenabile di Zalando: +50% nel 2013

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Sono di circa dieci giorni fa le indiscrezioni secondo cui Zalando, celebre rivenditore tedesco di moda online, si starebbe preparando per lo sbarco in borsa: oggi noi Innovazione Di Moda  vi comunichiamo alcuni dati che lasciano pensare che tali voci possano trovare fondamento.

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Arrivano buone notizie, infatti, per il gigante dell’e-commerce: secondo le stime preliminari, le vendite nette durante lo scorso anno sono state pari a 1,8 miliardi di euro, aumentando il fatturato di oltre il 50 per cento. Come si legge in una nota, il fatturato netto ha registrato una forte crescita a doppia cifra in tutti i mercati internazionali, in particolare nell’area Dach (Germania, Austria e Svizzera), la zona nella quale l’azienda tedesca è più attiva superando il miliardo di euro di vendite nette. Sono stati registrati risultati positivi anche nei sette mercati in cui il gruppo è entrato nell’estate del 2012, con un aumento di fatturato di oltre il 70% nel primo semestre del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012. Altro dato da evidenziare è che nel 2013, per la prima volta nella storia dell’azienda, le vendite di articoli di abbigliamento hanno superato quelle di calzature (la prima categoria di prodotti lanciata su Zalando). Anche la base di clienti dell’azienda è cresciuta: il 2013 si è chiuso con un totale di oltre 13 milioni di clienti attivi che hanno acquistato su Zalando almeno una volta negli ultimi 12 mesi, superando di gran lunga i 9 milioni del 2012. Infine, un ulteriore dato significativo messo in evidenza dai risultati è la buona performance del canale mobile: alla fine del 2013 oltre il 35% del traffico su Zalando proveniva da dispositivi mobili, tablet inclusi. ”Con oltre 300 milioni di visite nel quarto trimestre del 2013 – comunica il gruppo -, Zalando si è confermato il sito fashion più visitato in Europa”. Un fatto che ha confermato “la nostra posizione dominante nell’e-commerce europeo della moda”, ha affermato Robert Gentz, membro del management board di Zalando.

Se tutto prosegue nel migliore dei modi, Zalando potrebbe allora fare il suo debutto in borsa già durante la prima metà del 2014? Noi di Innovazione Di Moda vi terremo informati in merito 😉

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Piazza Affari: fascino e potenzialità per il sistema moda e lusso

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1,2,3 via! Alla partenza per Piazza Affari sarebbero pronti in 65. Gli italianissimi Dolce&Gabbana aprono le fila. Partiranno?

modaIl sistema moda e lusso supera i 50 miliardi di euro di fatturato complessivo ed ha prodotto quest’anno un’unica Ipo in Borsa, Moncler, e una su Aim Italia, il mercato dedicato alle piccole e medie imprese di Borsa Italiana, la giovane creativa Italia Independent.

Il marchio dei piumini guidato da Remo Ruffini ha debuttato recentemente a Piazza Affari col botto (con il valore di collocamento di 10,2 euro passato a quota 14,5 euro con oltre il +40% nelle prime contrattazioni portando il titolo a valere un miliardo in più).

Per aprirsi ai mercati esteri al fine di crescere e consolidarsi sul proprio mercato di riferimento, le aziende necessitano di risorse umane di spessore ma, soprattutto, di tipo finanziario.

Alla luce del successo del titolo Moncler (di cui noi di IDM abbiamo parlato la settimana scorsa) che fa seguito a quelli di Brunello Cucinelli del 2012 e Salvatore Ferragamo del 2011, forse le aziende di eccellenza e orgoglio del made in Italy dei settori moda, luxury, casa e design, tenendo conto dell’attuale momento di difficoltà economica vissuta a livello mondiale, dovrebbero valutare l’opportunità di quotarsi in Borsa.

Potrebbe rivelarsi come la soluzione ideale per reperire importanti risorse finanziarie e costruire sistemi organizzativi avanzati al fine di darsi una forte spinta operativa e garantirsi una maggiore visibilità sul mercato globale.

Come ha dichiarato Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa Italiana: “Grazie a un’ampia base di investitori internazionali, il nostro listino garantisce l’accesso alle più importanti case di investimento globali che da oltre 40 Paesi guardano ai titoli quotati sul nostro mercato in cerca di opportunità di investimento“.

borsa-piazza-affari-352x288Dalla “Ricerca sulle Top Aziende Quotabili“, a cura di Pambianco Strategie di Impresa, che si pone l’obiettivo di individuare quelle realtà italiane con i requisiti tecnici e oggettivi per essere quotate in Borsa in un arco temporale di 3-5 anni indipendentemente dall’effettiva volontà di quotarsi, è risultato che 50 aziende del mondo del mondo fashion & luxury e 15 del settore home & design hanno tutte le carte in regola per il listino e fare il grande salto (dati rilevati analizzando un campione complessivo di 929 società di cui 763 del primo settore e 166 del secondo).

La classifica delle 50 quotabili della moda vede ai primi 3 posti Giorgio Armani (2° nel 2012), E. Zegna (era 3°) e Dolce & Gabbana (era 1°).

A seguire, Kiko (dal 6° al 4° posto) con Calzedonia che, da quarta passa a nona. Nella top 5 arriva Stefano Ricci che, con un grande balzo, passa a quinto.

Tra chi fa passi in avanti troviamo marchi del lusso come Gianni Versace (da 20° a 7°), Etro (da 18° a 8°), Roberto Cavalli (da 15° a 10°), Canali (da 32° a 14°) e Missoni (da 46° a 17°).

Tra chi compie passi indietro, vengono segnalati alcuni nomi come Max Mara (da 7° a 18°), Liu Jo (da 13° a 21°) e Luisa Spagnoli (da 17° a 28°).

Nel settore home & design, non sorprende vedere Kartell primo in classifica staccato di poco da Flos (che soffia il posto di Poltronesofà) e B&B Italia medaglia di bronzo.

L’unica new entry (al nono posto) per il design è Gessi, leader di complementi d’arredo per il bagno e il wellness mentre esce Veneta Cucine che nel 2012 era già al 15imo (ultimo) gradino.

Grazie alla naturale vocazione italiana all’export e alla buona, seppur forzata, capacità di resistenza alla crisi, ci si augura che sempre più società del made in Italy possano trovare “il quotarsi in Borsa” come lo strumento di finanziamento capace di sostenerle supportandone la visibilità e l’internazionalizzazione.

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