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Sappiamo tutti che l’incremento del potenziale di Internet negli ultimi anni ha portato alla nascita e allo sviluppo di varie figure professionali e non, prima fra tutte quella del blogger: in effetti, è sufficiente pensare al moltiplicarsi del numero dei blog presenti nella rete e alla loro rilevanza anche a fini non esclusivamente evasivi: tale cambiamento ha coinvolto anche l’ambito fashion.
Sono le nuove imprenditrici del sconsigli-fashion-blogger_fullettore moda: sono le fashion  blogger che lavorano sul web. Condividono foto, scrivono articoli, creano tendenze o le captano prima di altri. Ostentano grandi sorrisi e vite fantastiche, sono capaci di passare più  di dieci ore al giorno al computer, e chi riesce ad avere un numero considerevole di followers è ben vista dai media e può contare su un discreto guadagno. Infatti le fashion blogger di grido vengono contattate dai grandi brand per girare per la città e muoversi di nazione in nazione tra scatti fotografici, interviste e sfilate indossando i loro capi.
Ospiti super coccolate in tutte le sfilate di moda, sono le vere protagoniste del settore, spesso giovanissime, e sono riuscite a trasformare, grazie alla prestanza fisica e alla passione per la moda (nonché grazie ad una generosa dose di tempo e denaro), un hobby in una vera e propria professione.
In Italia sono tantissime, più o meno brave, e puntano al successo. Le tre più famose? Si chiamano tutte Chiara: Ferragni, Biasi, Nasti.
Chiara Ferragni è la fashion blogger italiana più famosa al mondo: è ormai diventata una celebrità richiesta in ogni parte del globo, e “The blonde salad”, il suo progetto di blog dedicato alla moda, ha da poco compiuto quattro anni: tutto è iniziato facendosi scattare foto dal fidanzato con abiti firmati e pubblicandole indicando abbinamenti, marche e modelli.
fashion bloggerPoi c’è Chiara Biasi, ventenne veneta da qualche mese finanziata da Francesco Facchinetti, che già da qualche anno tenta di seguire la scia della Ferragni.
Infine Chiara Nasti, per la quale il grande successo è arrivato improvvisamente: ha solo 16 anni, eppure con il suo fashion blog aperto da pochissimo tempo vanta già migliaia di followers.
Coccolate e ricercate dagli stilisti, valgono milioni di euro. Ma devono fare i conti con le corteggiatissime del piccolo schermo che sono corse ai ripari, come Melissa Satta, Elena Santarelli, e soprattutto Alessia Marcuzzi.
Quest’ultima, sollecitata dai fan del Grande Fratello che volevano lumi sui suoi look, è scesa in campo con “La Pinella”, blog da cui è già nata una linea di accessori. Mettendo al bando photoshop e facendosi assistere da un’amica stylist, racconta il suo stile consigliando negozi low cost ed immortalando momenti di vita personale e familiare.
Un successo tale da richiedere la collaborazione di assistenti e specialisti per gestire la grafica, l’impaginazione e le richieste degli inserzionisti pubblicitari. Già, perché un blog di successo diventa come un’azienda, e ci sono società specializzate nel lanciarlo e nel gestirlo, come Kiver e Newco. Utilizzando nomi e termini forse un po’ troppo tecnici e contando su uno staff di giovanissimi, sul modello di Facebook e Google, queste due realtà stanno prendendo piede sul mercato. Kiver, nata nel 2004, collabora dal 2010 con “The blonde salad” e ha aperto i blog di Elena Barolo, Alessandro Borghese, Filippa Lagerback, Federica Fontana, Elenoire Casalegno.
La filosofia per un blog di successo punta su tre indicatori: numero di visite mensili, rapporto con i social network ed influenza del personaggio, cioè la sua fama e attendibilità rispetto all’argomento.
Secondo Niccolò Vecchiotti di Newco, invece, i parametri del successo sono tre: l’engagement con gli utenti, cioè il grado di coinvolgimento, l’audience ed il fatturato.
moda-must-have-Il modello economico non si basa solo sui classici banner pubblicitari: una blogger famosa viene invitata a presentare eventi, disegnare abiti, posare come testimonial. Le più seguite e celebrate accarezzano fatturati milionari, ma alcune puntano su un’economia di sussistenza: <<Se hai un blog mediamente seguito>>, confida anonimamente una blogger,  <<ti arrivano ogni mese vestiti, accessori, borse, ma anche libri, casse di vino, weekend alle terme integratori, generi alimentari. Chi ti regala una cosa spera in una citazione, ma a volte non basta l’omaggio, occorre pagare>>.
Peccato per lo scandalo scoppiato negli ultimi giorni: pare che esista un gruppo segreto su Facebook in cui le iscritte hanno l’obbligo di commentarsi a vicenda i post presenti nei blog. In poche parole ognuna, per avere commenti ai propri post, ha il dovere di commentare a sua volta i post delle altre partecipanti al gruppo. Il perché è semplice: avere commenti ai post e di conseguenza visite in più. Tutto ciò è studiato per far sì che gli utenti (ignari dei meccanismi tra blogger), e soprattutto le aziende, leggendo i post si convincano di essere su siti famosi e seguiti e, nel caso dei brand, sui quali ha senso investire.
Forse allora non è proprio tutto rose e fiori per le fashion blogger…

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