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Innovazione di Moda dà inizio alla primavera con un bilancio della settimana relativo ai nomi di spicco dell’industria della moda.

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Cominciamo a parlare di chi ha ottenuto buoni risultati, come Hermès. Dopo il successo degli scorsi anni, il gruppo del lusso ha reso noto il dato sul fatturato 2013 che si è attestato al record di 3,75 miliardi di euro (+7,8% sul 2012), proponendo agli azionisti per il 2013 un dividendo pari a 2,70 euro per azione, cifra di certo superiore ai 2,50 euro per azione offerti nel 2012. Dal 2008, il marchio (che resta uno dei più redditizi insieme a Chanel e Louis Vuitton) ha più che raddoppiato il proprio fatturato, fatto che spinge ad essere ottimisti per il 2014.

Anche il colosso svedese H&M ha registrato ottimi risultati, presentando ricavi in crescita del 13% con 32,14 miliardi di corone svedesi (equivalenti a circa 3,63 miliardi di euro), contro i 28,39 miliardi dello stesso periodo del 2013. Per quanto riguarda le vendite di febbraio, sono cresciute dell’11%.

Passiamo ora all’online shop: altro marchio in crescita è Showroomprive.com, il sito di vendite private specializzato nel settore fashion che ha raggiunto i 2 milioni di membri in Italia registrando 33 milioni di euro di fatturato (+65% rispetto al 2012), numeri che fanno collocare il nostro Paese come il primo mercato estero per il sito francese. L’azienda prevede infatti un’ulteriore forte crescita in Italia oltre che in Spagna, ossia nei due mercati storici che rappresentano più della metà del suo fatturato internazionale, ma, grazie al lancio imminente di nuove applicazioni innovative, prevede anche di raggiungere a fine 2014 il 50% del fatturato tramite vendite su dispositivi.

C’è però anche chi, come Asos, non vive uno dei suoi periodi migliori: martedì scorso ha infatti subito un crollo alla borsa di Londra (dove è arrivato a perdere anche il 20%). Il brand ha dichiarato vendite al dettaglio in crescita del 26% nei primi due mesi del 2014 a 136,7 milioni di sterline (pari a circa 163 milioni di euro), ma le azioni del gruppo sono crollate in seguito a quanto dichiarato dal CEO Nick Robertson sulla diminuzione del margine della società a causa dell’aumento degli investimenti: per sopperire a questo calo, sono previsti degli investimenti, tra i quali quelli in Cina, che, pur riducendo il margine ebit per l’esercizio in corso al 6,5%, faranno aumentare la capacità di vendita a 2,5 miliardi di sterline l’anno, un miliardo in più rispetto all’obiettivo precedente.

Infine, la società di investimento Eurazeo (uno dei principali azionisti di Moncler) ha annunciato che rileverà il 10% della Maison spagnola Desigual, attraverso un aumento di capitale per 285 milioni di euro che mira a sostenere e accelerare lo sviluppo del brand spagnolo famoso per i capi coloratissimi e le fantasie estrose. Eurazeo accompagnerà il lancio di nuove categorie di prodotto come accessori, scarpe e prodotti per la casa, e sosterrà le strategie di Desigual che puntano all’espansione a livello internazionale e all’apertura di nuovi negozi oltre che in Europa anche sui mercati come degli Stati Uniti, dell’America Latina e del Giappone.  A fine 2013, Desigual ha registrato un fatturato annuale di ben 828 milioni di euro (in crescita del 18%) e utili al netto delle imposte pari al 16% delle vendite.

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