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aumento-iva-tagliSi prospetta all’orizzonte la possibilità di un passaggio dell’Iva dal 21 al 22%, cosa che avrebbe sicuramente gravi conseguenze sui consumi degli italiani. Il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ha affermato «È molto probabile che l’Iva non aumenterà». Secondo le dichiarazioni del Ministro, il governo sta in questi giorni lavorando per evitare il tanto temuto scatto, previsto ad oggi per il primo ottobre.

Per quanto riguarda invece la riduzione del cuneo fiscale che grava su privati e aziende, il Ministro Zanonato ha, invece, affermato: « Si tratta di una questione di notevole complessità perché va a incidere sui conti dello Stato e bisogna vedere che margini abbiamo per poterle attuare». La necessità di ridurre il costo del lavoro è «molto ragionevole perché darebbe competitività al sistema, bisogna vedere la compatibilità con i conti pubblici che sono particolarmente complicati da gestire perché dobbiamo rispettare il patto di stabilità con l’Europa».

Ad oggi il governo è concentrato sulla Legge di Stabilità. Niente è stato deciso ufficialmente, per il momento. Si chiede, però, a gran voce di evitare l’aumento dell’Iva che avrebbe conseguenze dannose per i consumi e per la competitività a livello internazionale delle nostre aziende. Per Confesercenti a causa dell’aumento dell’Iva si genererebbe «un triplo errore che va assolutamente scongiurato». Si tratta di:

  • un peggioramento della competitività del nostro Paese in Europa,
  • un proseguimento della recessione economica del nostro Paese, a differenza di altri Paesi che iniziano ad uscirne,
  • un duro colpo ai redditi delle famiglie e ai consumi, con maggiori rischi di chiusure di imprese e un aumento della disoccupazione.
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