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Storytelling quote | Storytelling e Fashion su Innovazione di modaOggi, in un mercato saturo di prodotti, dove la scelta e la varietà abbondano, non basta più cercare di vendere un prodotto. Bisogna raccontarlo, emozionare il cliente, incontrare i suoi bisogni.

Con il termine storytelling si intende l’arte di raccontare il brand e i suoi prodotti al fine di coinvolgere in maniera più diretta i clienti. Le storie sono memorabili, interessanti, evocative, credibili, empatiche, virali.

Migliaia di anni fa, quando gli uomini ancora non sapevano scrivere, si raccontavano storie per poter ricordare gli eventi. «Credo che nello Storytelling ci sia qualcosa di magico che risveglia nel nostro cervello meccaniche ancestrali e primordiali, qualcosa che alza immediatamente il livello d’attenzione e nello stesso tempo ci rende più ricettivi circa ciò che stiamo leggendo, ascoltando o guardando», afferma l’esperto di marketing e comunicazione Davide Pozzi nel suo blog.

Lo storytelling è applicabile ad ogni genere di azienda o prodotto e si adatta particolarmente bene ai settori della moda e del design.

Felice Limosano, comunicativo e storyteller, ha applicato queste tecniche con successo per marchi come Ferragamo e Yoox. Nel giugno scorso, nella sfilata di Ferragamo al Louvre ha attinto alle tematiche del Surrealismo per narrare l’identità degli abiti del brand; per Yoox.com ha ideato delle brevi video-storie dal tema natalizio che hanno raggiunto oltre gli otto milioni di download.

L’impresa ed i suoi prodotti vengono posti al centro, così come i bisogni del cliente. Le persone hanno bisogno di storie a cui appassionarsi, narrazioni da cui farsi coinvolgere.

«Il prodotto, in quanto tale, non ce la fa più a conquistare il mercato; – ha affermato Felice Limosani – innanzitutto perché abbonda. E allora, prima del prodotto, occorre raccontare una piccola storia, più emozionale e meno razionale, che sensibilizzi e catturi».

Le aziende diano spazio, dunque, allo storytelling e alle emozioni, al coinvolgimento e alle narrazioni, soprattutto nel mondo della moda e degli acquisti emozionali per riuscire a conquistare un consumatore sempre più sfuggente perché assuefatto da migliaia di messaggi pubblicitari e informazioni, ogni giorno e da ogni canale.