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Nessuna febbre da saldi quest’anno. Le prime settimane di vendite dimostrano un calo del 15% nella spesa dei clienti rispetto allo stesso periodo del 2012.

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Neanche le vendite di fine stagione, dunque, stanno aiutando i commercianti a risollevarsi da questo momento negativo di crisi dei consumi.

Le migliori prestazioni di questo periodo si hanno nelle città che rappresentano delle mete turistiche e, tra i capi più venduti, vi sono i capi nella fasce di prezzo medio-basse. Lo scontrino medio è di 92,30 euro, rispetto ai 91,41  dello scorso anno. Il 61% delle aziende che ha risposto al sondaggio ha riscontrato un decremento degli incassi, contro un 39% che ha avuto un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2012.

Questo è quello che emerge da una ricerca di Federazione Moda Italia su un campione di commercianti tra le più importanti città del Belpaese.

Pare che la crisi abbia modificato radicalmente le abitudini dei consumatori: è sparita la “febbre da inizio saldi” e, con lei, le file interminabili davanti ai negozi il primo week-end di saldi. Questo anche nonostante quest’anno si sia partiti nella maggior parte dei negozi con i saldi già al 50%, a differenza degli scorsi anni.

Cosa si acquista di più? Soprattutto pantaloni e camicie, mentre perdono molto accessori come borse e cinture, soprattutto se costosi.

A Milano, per esempio, le vendite tengono, grazie soprattutto all’apporto di turisti, in particolare arabi, che amano il Made in Italy e continuano ad acquistarlo, dando respiro ai commercianti.

I consumatori italiani sono sempre più attenti alle spese e limitano il loro budget dedicato agli acquisti e, soprattutto, confrontano varie offerte prima di comprare.

Da questo inizio dei saldi moda 2013 emerge, dunque, un consumatore italiano attento alle spese e al budget, consapevole ed informato, che ama informarsi prima di acquistare e, magari, provare in negozio per poi acquistare online.