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Origin-passion-and-beliefsAl via giovedì 8 maggio 2014  Origin Passion & Beliefs, grande laboratorio espositivo di quattro giorni in cui le più qualificate capacità tecniche tipiche del Made in Italy incontreranno i migliori designer del settore Accessorio Moda a livello internazionale. Sicuramente l’Italia può fare affidamento su uno dei più fitti ed efficienti sistemi artigianali ed industriali, specialmente per quanto riguarda i settori del design, della moda e del lusso: l’obiettivo di Origin Passion and Beliefs è quello di favorire l’incontro tra differenti competenze, il “saper fare” artigianale Made in Italy, la creatività, la qualità dei materiali e lo stile, per poi incentivare lo sviluppo di nuovi network commerciali con i compratori più prestigiosi invitati per l’occasione.

Sarà di certo inevitabile rimanere affascinati dal Made in Italy ed in particolar modo dai talenti del Veneto che talvolta non hanno la visibilità che meriterebbero, rivolta invece quasi ed esclusivamente ai grandi brand: anche questo mondo nascosto, però, contribuisce alla creazione dell Made in Italy e al ritorno degli investimenti.

Quattro le sezioni (textile, leather, technology e stone) e 60 i fornitori selezionati per l’elevatissima qualità del prodotto. Ci saranno espositori eccellenti (tra i quali anche 100 giovani designer emergenti), ma avranno un ruolo anche le scuole professionali. I visitatori? Buyer, distributori, product manager e team creativi: come ha dichiarato al Corriere della Sera Corrado Facco, direttore generale di Fiera di Vicenza, il progetto mira a fare incontrare tutte le professionalità del fashion, mettendo sul tavolo le variegate competenze di tutti i protagonisti della filiera.

Ci saranno anche cinque brand scelti come ambasciatori per rappresentare le eccellenze produttive del territorio riconosciute a livello internazionale: Internade Europe sarà il riferimento per il settore profumeria, mentre in rappresentanza del settore tessile ci saranno il calzaturificio Stephen, Pier spa, Bonotto spa e la tessitura Luigi Bevilaqua.

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Il Made in Italy può vantare storia e tradizione uniche al mondo: l’azienda di lanifici Bonotto, per esempio, sostiene che la qualità di un tessuto sia correlata al tempo impiegato per produrlo. E’ per questo che ha adottato “vecchie” tecnologie al fine di ottenere sensazioni tattili e visive uniche suscitate da trame e tessuti come quelli di una volta, duraturi, ricchi, preziosi, veri e rispettati nella loro natura ed intimità e quindi derivanti da un rapporto più veritiero e naturale tra uomo e macchina. La “fabbrica lenta” è un modello manifatturiero che attribuisce più importanza alla qualità della produzione piuttosto che alla quantità: è per questo che i maestri dell’azienda Bonotto utilizzano le tecniche del dopoguerra, per cui sono le mani a fare la differenza e a mettere nel fulcro del DNA del brand l’eccellenza della bottega rinascimentale.

E poi c’è la tessitura artigianale veneziana Luigi Bevilacqua, rinomata per i velluti estremamente pregiati prodotti con telai del Settecento in maniera molto più lenta rispetto a quella impiegata dalle macchine moderne (basta pensare che ogni tanto devono essere fermati per essere ricaricati e ricalibrati, ed in media occorrono circa venti giorni in più rispetto ad una normale produzione), ma in modo da garantire la qualità ed il prestigio del marchio che da tre secoli si adopera costantemente in un ambiente in cui il rumore dei telai e le mani esperte delle tessitrici mantengono viva un’arte del passato.

Insomma: le origini non vanno mai smentite!