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Marchio Cuoio di Toscana | Innovazione di modaL’idea è dei conciatori del distretto di Santa Croce sull’Arno e San Miniato, a Pisa. Centro nevralgico di tradizione, qualità e lavorazioni artigianali per questo settore. Qui viene prodotto il 98% del cuoio italiano per suole, ossia 15mila tonnellate all’anno per 150 milioni di fatturato.

Al Pitti Uomo 83 della scorse settimane è stato presentato questo nuovo marchio, Cuoio di Toscana, che identificherà le produzioni delle 9 concerie che aderiscono al consorzio Vero Cuoio.

«Vogliamo far conoscere il marchio Cuoio di Toscana al consumatore finale per spingerlo a comprare una scarpa fatta con cuoio di qualità» ha affermato Stefano Biagi, presidente del consorzio Vero Cuoio.

Il marchio Cuoio di Toscana vuole imporsi come sinonimo di eccellenza produttiva del nostro Paese e garanzia di qualità controllata. Se la scarpa è fatta con una suola di cuoio di qualità è una scarpa di maggiore pregio che dura di più, rispetta l’ambiente e consente ai piedi di traspirare meglio. In Toscana si dedica al cuoio una lavorazione a concia lenta per immersione che dura due mesi, mentre in Sudamerica, maggior competitor del settore, questo processo produttivo dura circa una settimana.

Se ne comprende, dunque, l’importanza della valorizzazione di questo prodotto Made in Italy, anzi, più precisamente Made in Tuscany. Importanza che deve essere chiara anche al compratore finale e che deve passare ancor prima per la piena consapevolezza delle griffe delle calzature. Queste ultime, infatti, saranno tenute a certificare i prodotti col marchio Cuoio di Toscana, marchio che valorizzerà la qualità e la lavorazione del prodotto.

Un piccolo passo in avanti verso il riconoscimento della propria qualità per le eccellenze del nostro Paese.