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London Collections: Men | 2013

Hardy Amies, AW13
Credit: Catwalking.com

Dal 7 al 9 gennaio si è svolta nella capitale britannica la seconda edizione di London collections: men, la kermesse londinese che sfida le classiche capitali della moda con un calendario molto ricco. Oltre 70 marchi  presenti con le loro collezione autunno-inverno 2013/14, tra cui i big Tom Ford, Alexander McQueen, Vivienne Westwood. In programma, anche diversi mini-eventi che hanno visto protagonisti, tra gli altri, anche Belstaff, Burberry, Harrods, Tommy Hilfiger e Paul Smith.

Le polemiche sono state molto forti nei mesi scorsi in merito alla sovrapposizione del calendario britannico con le date della storica e riconosciuta Pitti immagine uomo, che vede Pitti uomo 83 posizionata come di consueto dal martedì al venerdì della seconda settimana del mese, e con le date di Milano moda uomo, prevista da sabato 12. Un guanto di sfida che, probabilmente, sposterà l’ago dell’equilibrio delle sfilate del mondo del fashion.

Quella londinese è una kermesse che ha il pieno sostegno delle istituzioni, dal Principe Carlo che ha avviato la manifestazione la scorsa estate con un cocktail privato a St. James’ Palace, al premier David Cameron che ha inaugurato la manifestazione lunedì sera con un evento nella sua residenza di Downing street.

Dopo l’edizione London fashion week e il successo ottenuto, la capitale inglese non ha esitato a mettersi in mostra e sfoderare i suoi nomi più importanti all’attenzione internazionale.« È stata travolgente. Il giorno dedicato all’uomo durante la London fashion week aveva acceso i riflettori sul menswear british, ora con questa manifestazione vogliamo mettere in luce la portata del nostro menswear e della tradizione sartoriale londinese, fonte d’ispirazione non solo per i marchi brit ma anche per quelli internazionali» ha dichiarato Caroline Rush, Ceo del Bfc – British fashion council.

Queste sovrapposizioni non fanno bene all’industria italiana, già provata dalle difficoltà della crisi internazionale. Ma suonano incoraggianti le parole di Raffaello Napoleone, AD di Pitti immagine: «Nell’abbigliamento uomo l’Italia detiene una leadership assoluta e ce ne corre fra noi e Londra, se sommiamo fiere più attività promozionali di Pitti e sfilate di Milano: forse sarebbe il caso di giocarci questo primato tutti insieme in modo più rilevante, trovando nel contempo soluzioni più equilibrate in momenti così complessi».