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Che siano marchi di prêt-à-porter o marchi del mondo fast fashion, la moda italiana del settore donna nel suo complesso nel corso del 2010 ha innescato una spinta positiva andando a recuperare le flessioni che invece avevano caratterizzato tutto il 2009. È quanto emerge dallo studio condotto da Pambianco Strategie di Impresa che ha preso in considerazione i bilanci di 64 aziende del settore. Lo scorso anno il panel di imprese analizzate ha totalizzato ricavi per 4,3 miliardi di euro in crescita del 6,9% rispetto all’anno precedente. Un ottimo risultato soprattutto se si considera che lo stesso bouquet di aziende aveva chiuso il 2009 con un calo del 6% dei ricavi. In miglioramento anche l’Ebitda: nell’ultimo anno fiscale ha raggiunto il 12,4% sul fatturato contro l’11% del 2009. Con 1,2 miliardi di euro di ricavi, il Gruppo Max Mara guida la classifica per fatturato. Nel 2010 le società che fanno capo al fashion group emiliano, ossia Imax, Marella, Marina Rinaldi, Maxima e Pennyblack, hanno aumentato le vendite complessivamente del 4,2% con una performance positiva di tutte le aziende del gruppo ad esclusione di Marella che ancora naviga in territorio negativo (-3%). In seconda posizione si piazza Teddy, uno dei maggiori competitor italiani dei big del fast fashion internazionale. L’azienda romagnola che nel suo carnet conta su Terranova, Terranova Kids, Calliope e Rinascimento, ha chiuso il 2010 con un fatturato di 341 milioni di euro, registrando una crescita del 13%. A contribuire all’ottima performance è stato soprattutto la catena Terranova, che nel 2010 ha ampliato la propria rete retail con un centinaio di punti vendita, diffusi in 33 Paesi, toccando quota 560 monomarca. Il terzo posto è occupato da Liu Jo. L’azienda carpigiana guidata da Marco Marchi ha archiviato il 2010 con una crescita dei ricavi del 7,4% sfiorando i 234 milioni di euro. L’andamento positivo è legato in gran parte all’abbigliamento, core business di Liu Jo, e in misura inferiore agli accessori che però stanno aumentando strategicamente il loro peso all’interno del turnover complessivo. E per il futuro il gruppo carpigiano punta a una crescita massiccia all’estero, in particolare in Estremo Oriente e in Cina dove ha recentemente aperto quattro punti vendita a Zhengzhou, Taiyuan, Kunming e Shenyang. Segue in quarta posizione Aeffe, il gruppo che opera sia nel settore del prêt-à-porter sia nel settore delle calzature e pelletteria con i marchi propri Alberta Ferretti, Moschino, Pollini, ha registrato nel 2010 un’inversione di tendenza con una crescita dei ricavi dell’1% totalizzando 219 milioni di euro di fatturato, un risultato che diventa ancora più significativo se si paragona alla frenata dei ricavi del 2009 pari al 26%. Chiude la classifica delle top five per fatturato la Staff International di Renzo Rosso, che ha archiviato il 2010 con un incremento dei ricavi di ben 14 punti percentuali. Il fatturato dell’ultimo esercizio di Staff International, il cui portafoglio di licenze comprende i marchi Maison Martin Margiela, Dsquared2, Viktor & Rolf, Vivienne Westwood e Marc Jacobs, ha così raggiunto quota 157 milioni di euro. Il gruppo punta ora ad una crescita eclatante nei prossimi anni grazie all’accordo di licenza stipulato per i prossimi 10 anni con la Just Cavalli, la linea giovane di Roberto Cavalli che prevede la produzione e la distribuzione di tutti i prodotti del ready-to-wear, le borse, le calzature e la piccola pelletteria uomo e donna. Prendendo in considerazione le migliori aziende italiane per Ebitda, al primo posto si piazza Elisabetta Franchi con una redditività del 28,3% su un fatturato di 86 milioni di euro, seguita da Luisa Spagnoli con un 26,3% e Liu Jo con un 22,1%. In quarta posizione il marchio fast fashion Imperial che ha archiviato il 2010 con un Ebitda del 17,7% sul fatturato. Chiude, infine, la classifica Jucca, azienda di Modena che ha registrato una redditività del 17,3%.
(www.pambianconews.com)