Pubblicato di in Bacheca | 0 commenti

Per rilanciare il settore della moda, anch’esso colpito dalla congiuntura, è necessaria una costante ricerca nonché azioni mirate all’innovazione di prodotto, indispensabile perché difficilmente replicabili dai nuovi Paesi concorrenti; recenti ricerche hanno però dimostrato che questa non è la strada percorsa dalle imprese, sopratutto italiane, il cui livello di innovazione presenta negli ultimi anni un trend decrescente. Oggi sempre di più è la domanda finale che detta la moda o segnala nuove tendenze, obbligando i produttori collocati a valle nella filiera a realizzare prodotti sempre più diversificati, in grado di soddisfare esigenze mutevoli. L’influenza del consumo finale non ha impatto solo sull’innovazione di prodotto ma anche sulla tempestività;la riduzione dei tempi del ciclo moda si ripercuote infatti sui soggetti a monte della filiera, come le aziende tessili. Questo implica una riorganizzazione strategica soprattutto delle imprese tessili , in fase di progettazione e di realizzazione, che devono coniugare efficienza, flessibilità e velocità nelle risposte alle sollecitazioni delle aziende produttrici di abbigliamento, a loro volta sollecitate dai consumatori finali.

Nel settore tessile, definito “supplier dominated”, l’innovazione di processo è molto contenuta e legata soprattutto ai miglioramenti incrementali di attrezzature già esistenti e al loro adattamento alle esigenze produttive. Riveste invece un ruolo fondamentale l’integrazione della conoscenza con fonti esterne di innovazione ossia con altri attori (come i Bureaux de style), passando cosi da una logica di filiera ad una di network cognitivo.  Particolarmente importante è il ruolo del vertice dell’impresa che costruisce il network di soggetti e, in quanto decisore strategico, guida il processo di sviluppo dell’impresa, creando nuove combinazioni di risorse.