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salone-mobile-milanoSi è chiusa ieri la 53esima edizione del Salone del Mobile di Milano. 2400 espositori di uno dei più importanti appuntamenti internazionali dell’arredamento per numeri da record: +13 per cento di presenze rispetto al 2013, 357.212 visitatori (di cui 311.781 operatori del settore), 160 Paesi rappresentati ed oltre 900 eventi ad animare il Salone. Claudio Luti, presidente del salone del mobile, si dichiara entusiasta per aver preparato il Salone del Mobile più bello del mondo, grazie al quale buyers, giornalisti e designers hanno potuto toccare con mano l’eccellenza creativa e produttiva del Made in Italy.

E’ emersa la voglia di acquistare, segnalata dall’aumento del numero di acquisti di campionature rispetto all’anno scorso, così come è emersa anche la crescita del numero delle delegazioni estere (a quelle cinese, rissa e statunitense si sono aggiunte anche quelle canadese ed africana). Sebbene l’obiettivo di quest’anno fosse innanzitutto quello di recuperare un po’ di fiducia sul mercato interno e l’Italia, ricordando che molte aziende hanno ancora un forte orientamento al mercato interno. Tuttavia, con questa edizione del Salone del Mobile è stata confermata l’importanza dell’export come elemento determinante per il settore: oltre a segnalare la forte presenza di visitatori stranieri, basta pensare che nell’ultimo anno quasi la metà della nostra produzione è stata venduta proprio all’estero. A tal proposito, anche il presidente del consiglio Matteo Renzi ha visitato la fiera, dove ha tenuto un discorso d’incoraggiamento per il nostro Paese che, a suo avviso, ce la può fare ad uscire dalla crisi in quanto portatore sano di bellezza molto richiesto nel mondo.

In effetti, il Salone è un mezzo potentissimo per rappresentare non solo l’eccellenza del prodotto italiano (indiscussa agli occhi di tutti gli stranieri), ma anche per superare quei limiti di marketing e distribuzione che spesso ci impediscono di fare business: nonostante la domanda di prodotti italiani sia in crescita, i buyers ci chiedono di strutturare meglio l’offerta, rafforzare i canali di vendita e superare gli egoismi tipici delle PMI.

Quel che è certo è che Fuori Salone è stata una sorta di prova generale per Expo, e ci sono le migliori premesse affinché sia un grande evento in grado di mostrare al mondo ciò che Milano e l’Italia sono in grado di fare.