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made in italyIl made in Italy continua ad essere estremamente apprezzato nel mondo, ma soffre a causa della crisi economica che ha colpito l’intera economia e a causa dell’assenza di interventi, sempre più necessari e urgenti, da parte delle istituzioni.

Un passo importante da compiere deve essere quello di sollecitare la Comunità Europea alla ratifica dell’obbligatorietà dell’indicazione “made in” e alla tracciabilità dei prodotti.

L’assenza di precisi e necessari criteri di etichettatura ha privato l’Italia e il made in Italy di quel nostro valore aggiunto tanto apprezzato e tanto necessario per competere con i paesi a basso costo del lavoro.

Roberto Bottoli, presidente del Gruppo Sistema Moda Unindustria Treviso e vicepresidente del Raggruppamento Regionale Confindustria Veneto parla così del made in Italy locale e guarda con speranza al futuro:

«Continuiamo a credere nel valore e nel futuro del Sistema Moda italiano ma la filiera dovrà impostare il proprio “modus pensandi” in un’ottica votata all’innovazione e promozione di un Made in Italy originale spendibile anche come marchio sui mercati internazionali, creando un valore aggiunto che tuteli sia le imprese che i consumatori. […] Per quanto sfilacciata la filiera resta un fondamentale patrimonio di tutti, anche delle grandi griffe che si credono autosufficienti; è un mix di conoscenze e capacità unico e irripetibile che il mondo ci invidia e noi stiamo inconsciamente disperdendo. Made in Italy non deve ridursi a solo “charme” ma evolversi in prodotti di stile e innovazione frutto di ricerca e investimenti; valori questi cui diamo voce tramite il Tavolo Regionale di Concertazione del Sistema Moda Veneto. […] Solo illuminati indirizzi politici potranno ravvivare le innate capacità imprenditoriali del “fare”; saranno la chiave del futuro».

 

Qui un altro intervento lucido e concreto di Roberto Bottoli.