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La Lean nel Fashion sarà il tema trattato al prossimo appuntamento di mercoledì 13 luglio, presso la sede del CPV, inserito nell’ambito del progetto IDM – Innovazione di Moda: un workshop con JMAC sulla lotta agli sprechi nel settore della moda.
Spesso ci si chiede quale sia il momento più opportuno per implementare i principi del lean manufacturing: la filosofia manageriale che mira ad ottimizzare la produttività, le risorse e il tempo dell’azienda. A tal proposito c’è da dire che molti casi di successo arrivano da realtà che hanno scelto una rivoluzione in ottica lean nel bel mezzo della crisi.
Ducati in Italia nel 1996 e Porsche in Germania nel 1994 sono due esempi che avvalorano questa tesi. Ma anche in aziende del settore fashion, la lean ha permesso di evitare il fallimento posizionando solide basi per un successo futuro.
Se si focalizza l’attenzione sui prodotti moda, infatti, si può osservare che negli ultimi anni l’industria della pelletteria, ma soprattutto quella del tessile e dell’abbigliamento, è stata posta di fronte a profonde trasformazioni. Le difficoltà di alcuni grandi gruppi italiani e stranieri, il ridimensionamento di molte imprese medie, la cessazione di attività di produttori e distributori sono le conseguenze dei più evidenti cambiamenti che hanno investito le aziende della moda.
Ecco quindi quali possono essere i fattori che spingono un’azienda alla filosofia manageriale lean:
1) Un periodo di crisi come quello attuale, dove le aziende sono costrette a far fronte a un calo dei consumi. Questo le indirizza a una ricerca esasperata dell’efficienza: uno dei pilastri della lean che prevede l’eliminazione degli sprechi;
2) La lean non è utile solamente a superare il periodo di crisi: essa rappresenta una leva strategica per pianificare la ripresa riducendo gli stock e i set-up, migliorando la qualità e riorganizzando la manutenzione.
3) La lean richiede, oltre all’implementazione di diverse tecniche gestionali, anche un cambiamento culturale; quest’ultimo è più fluido se le aziende sono pronte e recettive nel mettersi in discussione. Nella crisi, infatti, il top management ha maggiore propensione a un cambiamento
4) L’approccio kaizen della lean prevede un limitato investimento economico, il linea con le poche risorse economiche e umane che caratterizzano un periodo di crisi.