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I grandi gruppi continuano a crescere nei primi 9 mesi del 2011: le principali società quotate, italiane (12 aziende) ed estere (18 aziende), hanno infatti archiviato il periodo con andamenti positivi, sia in termini di ricavi, sia di profitti. La redditività delle aziende italiane (Ebitda) è cresciuta passando dal 17,6% al 19%, quella delle aziende estere è leggermente scesa dal 16,3% al 14,9%. Il fatturato sia delle aziende italiane, sia di quelle estere, è cresciuto dell’11%. Questo è quanto emerge dall’analisi condotta da Pambianco Strategie di Impresa. Segno che la moda e il lusso, soprattutto quello griffato made in Italy, hanno riconquistato lustro in tutto il mondo.

QUI ITALIA. Nei primi nove mesi dell’anno le 12 aziende del segmento fashion e luxury considerate nello studio hanno totalizzato un giro d’affari di 14,2 miliardi di euro in crescita, come anticipato, dell’11% rispetto all’analogo periodo del 2010. E, a un anno di distanza, a trainare la crescita percentuale del panel analizzato sono le stesse griffe che avevano ottenuto ottime performance anche nel 2010. Bottega Veneta (+32%) a 483 milioni di euro, Prada (+25%) e Gucci (+20%), tutti con una progressione a doppia cifra. Al secondo posto Salvatore Ferragamo, che ha chiuso i primi 9 mesi del 2011 con un fatturato di 701 milioni di euro in aumento del 28% rispetto al 2010. Ferragamo ha avuto incrementi significativi in tutte le aree geografiche, linee di prodotto e canali distributivi. Medaglia di bronzo per Prada, che ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un fatturato di 1,7 miliardi di euro (erano 1,4 miliardi nel 2010) con un balzo in avanti di ben 25 punti percentuali. Quarta posizione per Gucci, ammiraglia del colosso del lusso francese Ppr, che ha archiviato il periodo con una crescita dei ricavi del 20% a 2,2 miliardi di euro. Scorrendo la classifica, al quinto posto c’è Tod’s, i cui ricavi semestrali sono aumentati del 15% raggiungendo così 699 milioni di euro. Anche la redditività è aumentata passando dal 26% al 27,5%, in buona con Prada (28%) e Luxottica con il 19,3%.

QUI ESTERO. Anche per i colossi internazionali i primi nove mesi del 2011 hanno confermato il trend positivo in atto già da un po’ di tempo. Tanto che alcune aziende, come PVH (Calvin Klein e Tommy Hilfiger), Tiffany e Hugo Boss hanno rivisto al rialzo le stime per l’esercizio fiscale in corso. Prendendo in considerazione i parametri economici dei 18 gruppi analizzati nella ricerca, vediamo che il fatturato ha raggiunto quota 73 miliardi di euro, in crescita dell’11,3%. L’Ebitda (riferito a 11 aziende) è diminuito di circa 1 punto e mezzo, passando dal 16,3% al 14,9%. Domina la classifica per incremento dei ricavi il gigante PVH, che ha chiuso i primi 9 mesi con un fatturato di 3 miliardi di dollari in crescita di ben 34,6 punti percentuali. L’incremento delle vendite è stato sostenuto dalle ottime performance di Tommy Hilfiger e Calvin Klein, che hanno portato la società con sede a New York ad alzare le stime per l’intero anno fiscale. I ricavi dovrebbero raggiungere i 5,8 miliardi di dollari con un aumento di circa il 26% rispetto al 2010. Segue di una posizione Fossil con un +30,6% a 1,2 miliardi di euro. Ottimo il risultato di borse e accessori del brand americano – nato negli orologi – che hanno infatti messo a segno un +29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al terzo posto il gioielliere Tiffany che ha messo a segno un’ottima performance con ricavi a 2,5 miliardi di dollari in crescita del 23,8%, grazie all’ottimo andamento delle vendite nella zona Asia-Pacific (+44%). Per l’anno in corso il management guidato dal presidente e CEO Michael J. Kowalski, ha alzato le sue stime e per l’intero esercizio prevede utili in aumento tra il 26 e il 30%. Quarta posizione per Abercrombie & Fitch che ha chiuso il periodo con un fatturato di 2,8 miliardi di dollari in aumento del 22% rispetto ai 2,3 miliardi dello scorso esercizio. Quinta posizione per la maison francese Hermès che ha messo a segno un +19,5% a 1,9 miliardi di euro contro gli 1,6 miliardi dello stesso periodo di un anno fa. L’azienda del lusso ha alzato le stime di crescita del fatturato per il 2011 tra il 15 e il 16%, rispetto ad una previsione precedente di un 12-14%. Per quanto riguarda la redditività (Ebitda) i migliori della classifica sono stati Hugo Boss con il 23,9%, H&M con il 20,5% e Fossil con il 19,3%. Hugo Boss sta andando a gonfie vele e nei giorni scorsi ha anche alzato i target 2015 a 3 miliardi di euro per il fatturato e a 750 milioni per l’Ebitda (erano rispettivamente 2,5 miliardi e 500 milioni).

A questo punto è lecito chiedersi perché i grandi gruppi registrano questi risultati, pur in un periodo di crisi generalizzata. “Le cause sono diverse – ha dichiarato Carlo Pambianco, presidente dell’omonima società di consulenza – sicuramente conta la dimensione, che consente di ottenere cospicue sinergie in tutte le aree aziendali (prodotto, produzione, distribuzione, comunicazione….), ma anche la presenza all’interno dei vari Gruppi quotati di marchi di grande prestigio, che hanno trovato ampi spazi di crescita e redditività nei paesi emergenti”.