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Chi è Andrea Rambaldi, di cosa si occupa e quali sono i suoi interessi?

Andrea Rambaldi è il fondatore di Fashionart Srl di Limena ed è attualmente presidente del Sistema Moda Confindustria di Padova per il biennio 2013-2015. Il suo interesse per la moda e per i tessuti nasce dal suo vissuto: il padre era proprietario di una tintoria industriale e la madre disegnatrice di moda. Rambaldi inizia la sua carriera lavorando nell’azienda di famiglia dopo aver ottenuto un diploma presso l’ITIS di Padova come perito chimico. L’azienda Fashionart da lui fondata nel 2008 è specializzata nella ricerca e nello sviluppo di nuovi tessuti, nella produzione di capi, e prototipi di capi per sfilata da destinare ad aziende italiane ed estere del settore abbigliamento di lusso tra cui Chanel, Louis Vuitton, Cloe, Burberry e Valentino. Rambaldi ha fatto consulenze in svariate parti del mondo dal Portogallo al Pakistan, facendosi conoscere non solo per la bravura nel campo moda ma anche per la spiccata passione per tinture e tessuti.

Secondo lei in questo momento di crisi c’è ancora la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro?

“Nel nostro ambito di alta moda, dove è necessario avere professionalità e capacità, ci sono spazi ancora inesplorati. Per questo motivo, secondo me, c’è ancora molto spazio per i giovani. È importante imparare le lingue: l’inglese deve essere una prerogativa per i giovani e, se la scuola non prepara in maniera corretta, bisogna fare degli investimenti personali andando all’estero per imparare la lingua lavorando. Questo è propedeutico a quella che sarà poi la necessità delle aziende.”

Considerate le sue numerose esperienze all’estero, ritiene che ci siano differenze di approccio al lavoro tra i ragazzi Italiani ed esteri?

“All’estero i ragazzi sono molto più disponibili e svelti degli Italiani, la loro mentalità è più aperta ai cambiamenti e alle richieste; quando viene commissionato loro un lavoro sono più disponibili e ben disposti anche a trasferirsi.

Come si inserisce nella sua azienda la comunicazione sul web?

“Il web per noi significa trasmissione di dati; a questo proposito stiamo preparando un’applicazione che vada ad interfacciarsi con il nostro personale e che permetta in modo veloce di inserire dati e dare la possibilità ai clienti di vedere in tempo reale lo status di produzione e di avanzamento delle commesse.”

Come pensa si stia muovendo, nelle aziende del Veneto, la comunicazione web?

“ Io sono anche presidente di sezione di Confindustria a Padova per cui ho una visione più ampia della situazione delle aziende Venete, noi personalmente stiamo cercando di sviluppare situazioni innovative. Confindustria non è un accentratore di lavoro ma cerca di dare strumenti affinché le aziende associate possano comunicare con aziende tecniche. Stiamo organizzando una giornata alla Fenice di Venezia, dove verrà data la possibilità alle aziende di eccellenza del Veneto di farsi conoscere dai grandi brand mondiali che saranno presenti. Verrà sviluppata una applicazione che convoglierà al suo interno tutte le informazioni delle aziende partecipanti, per favorire il contatto tra le realtà.

Vi siete ripromessi, come Confindustria, di impegnarvi oltre che per le aziende anche verso le scuole ed i neo-diplomati?

“Io personalmente gestisco, all’interno di Cosmo Its di Padova, un corso post-scolastico nell’ambito dell’abbigliamento. Questo è propedeutico all’inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro, infatti reputo fondamentale che la scuola lavori a stretto contatto con le aziende.
Abbiamo pensato di istituire alcuni corsi, in collaborazione con Umana, in cui vogliamo dare una serie di nozioni tecniche e pratiche relative al mondo del tessile. Ritengo che la comunicazione interna all’azienda sia uno dei punti deboli da migliorare e su cui lavorare. In particolare con Umana stiamo pensando di istituire un corso di due mesi per gli inoccupati: ci si rivolge alle aziende per chiedere il tipo di caratteristiche richieste e poi nelle sedi di Umana partiranno dei corsi ad hoc. È un modo per dare possibilità ai ragazzi di avere una formazione maggiore e di prepararsi al mondo del lavoro.

Articolo di: Alice Ferrari, Rachele Mantovani ed Eleonora Vantini, studentesse di Web Marketing e Digital
Communication presso Iusve – sede di Verona.