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Travel retailFino a poco tempo fa gli aeroporti erano considerati dei luoghi asettici e freddi dove passare i lunghi tempi di attesa leggendo un giornale o facendo un veloce spuntino. In seguito, è emerso il fenomeno del duty free e le attese sono state trasformate in possibilità di acquistare esentasse alcune categorie merceologiche di prodotti. Ora il panorama sta nuovamente cambiando. L’aeroporto si sta trasformando nel centro commerciale del futuro, ambiti spazi dove incontrare e acquistare le griffe del lusso.

L’ATRI, Associazione Italiana del Travel Retail, ha raccolto i dati dell’intero settore (che comprende aeroporti, ma anche vendite su velivoli e nelle stazioni ferroviarie) e ha registrato che nel 2011 i ricavi di questo segmento sono stati di 11,4 miliardi di euro, di cui i 3/4 legati alle vendite negli aeroporti. Di queste vendite, il 35% riguarda cosmetici e profumi, mentre il 25% riguarda il settore della moda.

Il canale retail negli aeroporti è diventato ormai fondamentale. Il Direttore Commerciale Non Aviation di Sea, Luigi Battuello, ha sostenuto: «Da Gucci a Hermes a Prada, tutte le grandi griffe mondiali sono entrate in questo canale. E se prima la vendita nel canali duty free era principalmente legata al risparmio di alcuni oneri di tassazione, ora questo vantaggio è secondario. Spesso si compra perché gli aeroporti sono diventati dei veri e propri department store. E non solo per la quantità di negozi presenti, ma proprio per come si presentano». Questi negozi, infatti, si presentano lussuosi ed eleganti, ben forniti ed esteticamente piacevoli, con prezzi chiave che invogliano il passeggero ad entrare, che non è lì prettamente per acquistare ma deve essere invogliato a farlo.

Per quanto riguarda i migliori punti chiave del travel retail, si aggiudicano i primi quattro posti su cinque della classifica gli aeroporti asiatici: Dubai, Seoul, Singapore e Hong Kong. L’obiettivo è rendere estremamente piacevole ed appagante l’attesa e l’esperienza di shopping. A Seoul, per esempio, Louis Vuitton ha aperto una boutique di 550 m² che vende mediamente per 350 mila dollari di fatturato al giorno. Pare vi sia un gran numero di passeggeri che sceglie le proprie coincidenze aeree in modo da passare per questo aeroporto e visitare l’enorme boutique targata Vuitton.

Considerando la fotografia realizzata dall’Airport Council International, che ritiene che nel 2029 transiteranno per gli aeroporti mondiali circa 10 miliardi di passeggeri, con una crescita media del 4,1%, si tratta di un business in espansione, da tenere monitorato e al quale anche i grandi brand italiani devono ancorarsi. Nonostante sia stato guidato dall’esplosione orientale, pare che il fenomeno del travel retail sarà la rivelazione del prossimo futuro.

Fonte: Pambianco news