Pubblicato di in Bacheca | 0 commenti

Micam 2012

Micam | 2012

Settembre è mese di moda e sfilate, da sempre il momento cardine attorno al quale ruota il sistema del fashion internazionale. Occasione di incontro e business, vetrina delle tendenze e delle innovazioni nel settore.
Milano si riconferma anche quest’anno capitale della moda, mostra dell’eccellenza italiana e rilevatore dei trend in atto.
Dal 16 al 19 settembre si è svolto a Milano il tradizionale appuntamento con Micam, Salone Internazionale leader nel settore del calzaturiero. Qualità, innovazione e design sono le linee guida di una manifestazione che quest’anno ha visto una flessione particolarmente positiva nella quantità di ordini derivanti da buyer russi, cinesi, giapponesi e brasiliani.
In mostra vi è stato il meglio del Made in Italy d’eccellenza che offre creazioni di qualità alle piazze emergenti: la crisi sta cambiando la distribuzione. Carlos Mamoru Ajita, Presidente dell’associazione brasiliana dei compratori di calzature, sostiene che «in Brasile c’è una classe medio-alta che compra Made in Italy senza battere ciglio».
Si è registrato un incremento del 14,4% verso la Russia, che si attesta essere il secondo cliente dell’export italiano dopo la Francia. Gimmi Baldinini, imprenditore calzaturiero e vice presidente di Anci, si è avventurato vent’anni fa in questo mercato e ora sostiene che i mercati dell’ex Urss e della Bielorussia continuano a comperare nonostante la crisi e i problemi del settore.
Un incremento positivo si registra anche dagli Stati Uniti, quinto cliente del sistema moda italiano, che detiene un 6,3%, crescendo del 17,3%. Gli incrementi più importanti toccano, tuttavia, la Cina con un +45,8%, in un mercato dalle potenzialità ancora tutte da conoscere.
Proseguendo verso questa direzione, a breve, forse già alla fine di quest’anno, l’export extra-europeo potrebbe pesare più di quello europeo, con un fenomeno che si verificherebbe per la prima volta in assoluto. Secondo i dati Istat, c’è una variazione del +8,3% sulle esportazioni di moda donna verso i mercati extraeuropei. Dato che si riferisce ai primi cinque mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il valore di questa variazione è di 2.747 milioni e, ormai, solo 25 milioni separano il valore dell’export europeo rispetto a quello extra-europeo.
Un altro effetto della crisi è quello di veder sparire i grossisti e registrare un contatto sempre più diretto fra produttori e dettaglianti. È ciò che succede, per esempio, in Grecia. Cambiano le modalità della distribuzione stessa, quindi, e cambiano le direzioni dei mercati, in uno scenario ancora tutto da definire in questa fase di tentativo di uscita dalla crisi mondiale.
(www.ilsole24ore.com)