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L’eCommerce non è più visto come un semplice canale di vendita alternativo o supplementare al retail fisico, ma come un fattore importante di internazionalizzazione per le imprese italiane.

L’eCommerce non viene più considerato solo uno strumento per acquisire nuovi clienti e moltiplicare le possibilità di vendita, ma come una precisa strategia di inserimento nei mercati emergenti.

ecommerce_prodotti_made_in_italy_moda_innovazioneUn dato che dovrebbe spingere le aziende (che non l’hanno ancora fatto) verso questo strumento è la stima che riguarda il tasso di crescita dell’eCommerce in Cina. Pare che entro il 2016 crescerà del 30%.

Pare che, solo nel 2011, gli acquirenti web dagli occhi a mandorla siano stati 187 milioni. Complice la loro propensione per gli acquisti online, la sempre maggiore penetrazione di internet tra la popolazione (dal 5% nel 2002, alle stime del 46% per il 2013, che corrisponde a 600 milioni di persone) e la crescente possibilità di spesa dei cittadini della fascia media, pare che questo sia un mercato destinato a crescere senza sosta.

Un gruppo in continua espansione nel paese del dragone è quello dei “nuovi ricchi”.  Questa fascia è particolarmente predisposta a mettere mano al portafoglio, o meglio alla carta di credito, per acquistare articoli di lusso che, in gran parte dei casi, corrispondono a prodotti del made in Italy. Fashion, food e vino attirano particolarmente gli acquirenti dalla Cina.

Il brand di lusso Gucci, per esempio, ha già  un canale eCommerce che in Europa e USA gli fa guadagnare il 13% dei ricavi totali. Tuttavia, pare che abbia in mente un progetto di implementazione dello store online con un occhio di riguardo per i compratori asiatici e per l’accessibilità da dispositivi mobile.

Le imprese italiane devono mantenere il passo con questi trend globali, non ritardare per non essere tagliati fuori da questa fetta ingente di mercato. Solo piani di collaborazione tra imprese e istituzioni, coadiuvati dalla banda larga, dall’azzeramento del digital divide e dalla sempre maggiore diffusione di dispositivi come smartphone e tablet, potranno permettere all’Italia di giocare da protagonista questa partita cruciale per l’economia del Paese.