IDM: Innovazione di Moda

Innovazione, competitività, sostenibilità nel mondo Moda

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L’università IUSVE di Venezia promuove la moda made in Italy

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iusve-Esistono margini di incremento per il prestigio dell’industria della moda italiana nel mondo? A tal proposito, gli studenti del corso di marketing digitale  appartenente al corso di laurea magistrale in “Web marketing and digital communication”, afferente allo IUSVE di Venezia, sono chiamati ad eseguire un compito molto speciale per superare la parte pratica dell’esame previsto.
Infatti Innovazione di Moda ha assegnato proprio ieri ai ragazzi un brief consistente nell’esecuzione di un esperimento di marketing digitale da svolgere entro due settimane. L’esercizio prevede l’invenzione da parte degli studenti di nuovi strumenti internet volti a promuovere i prodotti della moda italiana nei mercati internazionali.
Al fine di erogare le indicazioni necessarie, un ospite d’onore ha fatto visita ai ragazzi: si tratta di Manuela Miola, direttore marketing di Pal Zileri, qui in veste di presidente della sezione Moda Industria di Confindustria Vicenza e delegata da IDM a dare l’ingaggio agli studenti. La dottoressa Miola ha, dunque, fornito delucidazioni riguardo all’obiettivo che i giovani devono prefissarsi, vale a dire mettere a punto nuovi mezzi per stimolare la diffusione del made in Italy all’estero.

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Bread & butter apre al pubblico

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bread&butterCambiano le mode, i concetti di vendita e anche le fiere devono mettersi al passo con i tempi. Karl-Heinz Müller, numero uno di Bread & Butter (piattaforma di marketing e comunicazione per aziende, marchi e stilisti di Denim, Sportswear, Street Fashion, Function Wear y Casual Dressed Up e per i distributori dell’industria tessile), descrive in una lettera una sua personale analisi sulla situazione del mercato del fashion, sulla bagarre tra le fiere di Berlino, e sul peso crescente dell’e-commerce. “Dopo molte conversazioni nel corso delle ultime settimane, siamo giunti ad una certezza: è giunto il momento per noi di cambiare qualcosa, e non solo nel nostro interesse, ma anche nell’interesse dell’intero settore. Bread & Butter è pronto a riposizionarsi a partire da luglio 2014. Si aprirà un nuovo capitolo”, sottolinea Müller.
“Abbiamo deciso di includere l’ultimo partecipante della catena, dunque il consumatore finale. Sappiamo benissimo che non sarà un compito facile: ci aspettiamo forti contestazioni, le stesse che abbiamo avuto quando abbiamo lasciato Colonia per Berlino”, prosegue Karl-Heinz Müller.
Müller ha sottolineato che l’industria della moda si trova nel mezzo di un “cambiamento strutturale”, che Bread & Butter non vuole ignorare. “I tempi sono cambiati in maniera massiccia. Il Bread & Butter come fiera leader per la moda contemporanea deve offrire le risposte adeguate. Oggi, un cambiamento di luogo, come richiesto da molti espositori, non è più sufficiente. Ancora una volta ci sono voci su uno spostamento ad Istanbul. Questo non è il nostro piano. La Germania, oltre ad un forte mercato interno, ha indubbi vantaggi per i nostri espositori”.

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Fashion Digital Meet: come creare contatti professionali sul web

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Daniela Saccà, HR Rossimoda S.p.a., svela i segreti del colloquio vincente anche tramite il web.

Durante il Digital Meet del 24 ottobre, tenutosi nell’antica e prestigiosa Villa Foscarini nella riviera veneziana, si è affrontato il tema “Giovani e Lavoro. Tavola rotonda sui temi del fashion e del digital”.  All’evento hanno preso parte esperti del Web 2.0 e del marketing digitale, che hanno interagito e colloquiato con giovani delle scuole medie di moda e design del territorio. Rispondendo ad alcune domande e raccontando esperienze personali e professionali, gli ospiti hanno aiutato a comprendere come un giovane debba farsi strada nell’attuale panorama lavorativo.
A fine dibattito abbiamo incontrato Daniela Saccà, nota HR manager presso Rossimoda S.p.a., azienda leader di calzature di lusso. A seguito della sua esperienza lavorativa, ci spiega come durante un colloquio è importante mostrare le motivazioni che spingono il candidato a orientarsi in un determinato settore, essere informati sull’azienda, fare domande inerenti al ruolo che si andrà a ricoprire.
Dalle sue parole emerge un aspetto importante: la componente personale durante un colloquio completa e interagisce con le competenze tecniche richieste dall’azienda: l’uno compensa l’altro.
Ci soffermiamo anche sull’aspetto del web e di come le aziende si mettono in contatto con figure professionali che rispondono alle loro esigenze. La Saccà si dimostra favorevole a questo mezzo di comunicazione, citando Linkedin come social ottimale e professionale per creare una rete di contatti aziendali e dando la possibilità di ricercare, tramite parole chiavi, sia aziende che candidati.

(Il video integrale dell’intervista a Daniela Saccà è disponibile qui)

Un ringraziamento agli autori dell’intervista, studenti del corso di laurea magistrale in “Web marketing and digital communication”, afferente allo IUSVE di Venezia: Diletta Del Priore, Raffaele Malacasa, Sabrina Lupi, Marialuisa De Mise e Massimo Zaffalon

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Intervista a Giampaolo Chiello (Share Your Passion)

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Giampaolo ChielloAl Fashion Digital Meet, workshop con un interattivo stile organizzativo tenutosi il 24 ottobre scorso in Villa Foscarini Rossi nella riviera veneziana, si sono confrontati diversi professionisti provenienti dal settore fashion e nuovi media. Un contributo rilevante alla tavola rotonda  è stato dato da Giampaolo Chiello, esperto di media digitali e fondatore di una start up innovativa.

Ma chi è Giampaolo Chiello e che cosa fa nella vita?
Giampolo Chiello è un consulente di strategie internet, amministratore delegato di “Share your passion-Italy”. Proviene da un esperienza più che decennale con delle grandi multinazionali americane del settore IT come BMC Software, colosso americano nelle consulenza informatiche. recentemente si è lanciato in questa nuova avventura di “Share Your Passion – Italy”, assieme a Zeno Casti.

Che cos’è Share your Passion?
Le persone condividono le proprie passioni sui mezzi sociali, influenzando altre persone che saranno portate a modificare il loro comportamento d’acquisto. Share your Passion è questo, una piattaforma sociale dove gli utenti in rete diventano dei piccoli editori, condividendo la loro passione, ovvero i messaggi del brand,  e guadagnando tramite la condivisione. Questi messaggi arriveranno, insieme al potenziale compenso, ai piccoli editori, per essere poi inoltrati ai loro followers secondo la forma da loro scelta.
Insomma, un’applicazione che permette un dialogo diretto con il brand, stravolgendo i canoni tradizionali della comunicazione classica.

Voi cosa aspettate a provarlo? Non ve ne pentirete!

Per saperne di più:
http://shareyourpassion.it/

Il video dell’intervista a Giampaolo Chiello è visibile qui.

Ringraziamo per la collaborazione gli studenti del corso di laurea magistrale in “Web marketing and digital communication”  afferente allo IUSVE di Venezia: Diletta Del Priore, Raffaele Malacasa, sabrina lupi, Marialuisa De Mise e Massimo Zaffalon

 

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La riviera veneziana ospita la moda con il Digital Meet

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DSC_0005La moda, il mondo del fashion e internet si sono ritrovate insieme lo scorso 24 Ottobre nella splendida cornice di Villa Franchetti Rossi a Strà (VE). La culla di questo importante evento è stato il Digital Meet, iniziativa che pone sullo stesso piano il reale (la moda) ed il digitale (internet) proponendo una serie di incontri, interviste e workshop. A Strà il Digital Meet ha proposto un incontro tra studenti di scuole di moda con alcuni importanti esponenti del mondo del fashion e di internet in maniera del tutto singolare, ispirandosi liberamente al modello americano del BOF “Birds of a feather” letteralmente “uccelli della stessa piuma”, filosofia di incontro ampiamente utilizzate in California dove più persone si raccolgono per parlare di un argomento di comune interesse. I relatori che si sono concessi alle domande aperte del pubblico sono stati: Sara Bellini (Sezione Moda Confindustria Padova), Giampaolo Chiello (consulente di strategie internet ed amministratore delegato “Share your passion-Italy”), Massimiliano Losego (CEO di Atman, agenzia digitale), Daniela Saccà (HR manager di Rossimoda S.p.A.-LVHM Fashion Division), Silvia Tebaldi (coordinatrice attività extracurricolari fashion I.I.S. Ruzza), Mauro Tescaro (Direttore del Politecnico Calzaturiero), Laura Valagussa (Direttore Lifestyle Business RTT-Italy & South EU). Il pubblico, da subito molto attivo e interessato, ha soddisfatto le proprie domande su argomenti di vario genere, spaziando da “Cosa dire e cosa non dire ad un colloquio di lavoro?” a “Come si integrano le nuove tecnologie nel mondo della moda?”. Il BOF del Digital Meet ha dato un importante visione di come il mondo della moda stia velocemente cambiando, soprattutto con l’integrazione del digitale: Laura Valagussa ha infatti illustrato quanto la grafica 3D venga sempre più applicata sia nella costruzione che nell’advertising del mondo del fashion, Sara Bellini e Giampaolo Chiello hanno spinto per convincere i giovani studenti presenti al BOF a credere in ciò che vogliono fare, puntando anche sui social network. L’incontro è stato un grande successo anche perché è stata l’occasione ideale per introdurre per la prima volta in Italia questa nuova forma di convegno interattivo, ma soprattutto per trasmettere ai giovani presenti in sala nuovi stimoli e per confrontarsi su tematiche attuali facendo riferimento alle esperienze di vita di tutti i relatori presenti.

sara belliniAbbiamo parlato di Sara Bellini, componente Sezione Moda Confindustria Padova: gli studenti del corso di laurea magistrale in “Web marketing and digital communication”, afferente allo IUSVE di Venezia l’hanno intervistata (il video è disponibile qui). A tal proposito, un ringraziamento per la collaborazione a: Lara Antoniazzi, Francesca Beni, Marco Gardellin, Luca Gasparoni, Sara Lazzaroni, Sarah Peserico, Luca Pregnolato, Costanza Rossi, Giorgio Zampieri.

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Intervista a Massimiliano Losego

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Subito dopo il Fashion Digital Meet di giovedì 24 ottobre 2013, alcuni studenti del corso di laurea magistrale in “Web marketing and digital communication”, afferente allo IUSVE di Venezia, intervistano Massimiliano Losego, CEO di Atman, agenzia digitale.

DSC_0026Intervistatore: Al di là del settore fashion, lei ha detto che gli e-commerce sono in continua crescita: nel mondo della comunicazione informatica, l’utilizzo del web e delle nuove forme di comunicazione sta influenzando il mercato mondiale? Se sì, in che maniera e misura?

Dott. Losego: Lo sta influenzando completamente, nel senso che rispetto alla comunicazione che veniva effettuata fino a poco tempo fa (one way) con degli indici di redditività che potevano essere più o meno simulati, adesso ogni sollecitazione fatta dai grossi e piccoli player va ad influenzare delle risposte dirette; tutto ciò sommato ai feedback che arrivano tramite i social, i forum e via dicendo, in cui gli utenti spontaneamente senza sollecitazione danno un’idea al le aziende di quelle che sono le richieste per i futuri prodotti.

 

I: Abbiamo parlato del mondo, ma in Italia come siamo messi rispetto agli altri Paesi?

L: Dal punto di vista di recepire quello che la rete dà come feedback o dal punto di vista di come le aziende sviluppano poi questi prodotti?

 

I: Diciamo sia come ricezione dei feedback che anche come le aziende si propongono nel nuovo modo di fare commercio elettronico.

L: Dal punto di vista di come le aziende gestiscono questi feedback siamo allineati alla media europea o poco al di sotto. Il problema va osservato, però, da un altro punto di vista, ovvero la quantità di informazioni che davvero esistono in rete. Altrove, per esempio nel sistema anglosassone, è sempre esistita la cultura di chiedere ed esporre i bisogni e in seconda battuta acquistare in remoto: da noi questa cultura si sta facendo strada più lentamente. C’è un digital divide oggettivo tale per cui una fetta della popolazione sta arrivando adesso ad accedere agli strumenti che stanno permettendo e che permetteranno loro di esprimersi, però molto più lentamente rispetto ad altri paesi; quindi ci stiamo allineando all’Europa, ma c’è ancora molto da fare.

Per quanto riguarda l’e-commerce, ci sono degli aspetti di resistenza culturale, perché in paesi come l’America si è sempre acquistato tramite cataloghi, mentre in Italia è nato Postal Market, che ha avuto l’attuale fortuna e che adesso ha un portale online, una specie di e-commerce. Culturalmente all’estero, però, l’acquisto senza vedere il prodotto o senza vederlo in punti vendita fisici era una prassi già da prima dell’era di internet ed è stato solo trasposto sul mercato online; in Italia, invece, il consumatore medio ha ancora un certo bisogno di vivere il prodotto prima di acquistarlo, da un lato, e dall’altro, tecnologicamente, c’è ancora una fascia della popolazione che non si approccia con fiducia all’acquisto online (un esempio è il fatto che in Italia c’è ancora uno dei più alti tassi di utilizzo del contrassegno per il pagamento della merce, mentre all’estero la carta di credito ne fa da padrona).

 

DSC_0027I: Per quanto riguarda l’evoluzione del web marketing e della digital communication, da qui a 10 anni vedremo ancora moltissimi cambiamenti come è stato nell’ultimo periodo?

L: Tendenzialmente si, ma è difficile capire il punto a cui si arriverà tra 10 anni. Credo però che si giungerà ad avere un concetto di marketing molto più volto all’utente e quello che cominciamo a vivere adesso come utilizzo delle applicazioni nel mobile per forza tenderà a diventare una comunicazione quasi one to one tra l’azienda e il consumatore.

 

I: Quindi possiamo dire che anche i social network potranno venire in aiuto delle aziende e del consumatore per sentirsi più vicino alle imprese?

L: Sicuramente, perché già adesso in Italia il 32% di coloro che acquistano un bene o un servizio cercano online le relative recensioni, quindi questo dà già un’idea di quanto l’opinione di perfetti sconosciuti (poiché di fatto raramente si accede ad un feedback diretto da uno dei propri amici o da uno dei propri referenti sulle reti) abbia in realtà un impatto importante su quelle che sono poi le scelte del consumatore finale.

 

I: Riferendosi alla frase da lei detta in conferenza sul tempo e sull’equipaggiamento, in Italia come equipaggiamento come siamo messi?

L: Credo che come equipaggiamento siamo messi piuttosto bene, nel senso che il made in Italy che è stato richiamato più volte potrebbe essere nato da qualsiasi altra parte, ma è nato qui perché noi abbiamo a diversi livelli un certo gusto per l’arte, perché abbiamo un’eredità importante, abbiamo un sistema scolastico che anche nel pubblico riesce a formare un pensiero che in altri paesi non c’è e credo che questa per noi sia una cosa che continuerà a darci un vantaggio competitivo importante. In altri mercati producono quello che noi ideiamo, ma, come ci viene mostrato da quello che c’è nella riviera del Brenta, nel vicentino ecc., l’idea, la prototipia, il primo pezzo (che è quello più difficile in assoluto perché è quello che fa emergere tutti i problemi produttivi e fa capire se la cosa può funzionare) è ancora tutto nella filiera italiana, perché, al di là dei programmi che possono venire in aiuto, noi italiani come popolo ora abbiamo un livello ideativo nell’ambito della produzione che è superiore a quello che hanno altri, allo stesso modo in cui altri, ad esempio il mondo anglosassone, sono superiori a noi dal punto di vista dell’hi-tech. Comunque sia, nella crisi globale noi abbiamo delle carte ancora da giocare importanti.

 

Il video dell’intervista a Massimiliano Losego è disponibile qui.

Ringraziamo gli autori dell’intervista, studenti del corso di laurea magistrale in “Web marketing and digital communication”, afferente allo IUSVE di Venezia:

Antoniazzi Lara, Beni Francesca, Gasparoni Luca e Lazzaroni Sara.

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