IDM: Innovazione di Moda

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Nuove assunzioni dal mondo della Moda!

Nuove assunzioni dal mondo della Moda!

Posted by on 31 Mar 2015 in Bacheca | 0 comments

Buone notizie dal mondo del lavoro e in particolare da Horton International, che gestisce la ricerca di personale per conto delle grandi case della moda.

Luigi Oddi, della società di head hunting Horton Interntional, spiega che oggi si ricercano sempre di più competenze tecniche nella progettazione e industrializzazione; mentre fino a non molto tempo fa le principali caratteristiche ricercate per le grandi potenze della moda erano stile e creatività oggi sempre di più si ricercano le competenze tecniche di economisti e project manager da affiancare alle figure più creative come gli stilisti.

Importante dunque l’ottimizzazione delle risorse e molte le opportunità che si stanno aprendo nel settore della moda dal retail, al digitale fino fino a controllo di gestione e produzione.

La carriera per i giovani offre nuove opportunità, anche se la strada non è certamente facile. I percorsi per le assunzioni partono da posizioni di stage per migliorare però in fasi successive della carriera, come sempre la gavetta è una tappa obbligatoria.

Nello specifico le aziende con il maggior numero di posizioni aperte sono Gucci, H&M, Diesel. Gucci è attualmente alla ricerca di quadri e dirigenti in Italia e all’estero; H&M presenta un grandissimo numero di posizioni aperte per visual merchandiser ma soprattutto per il retail; Diesel ricerca manager, store manager e visual.

Buone prospettive per le assunzioni e ricerche mirate a valorizzare sempre di più le competenze tecniche.

 

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Acquisti online o offline?

Acquisti online o offline?

Posted by on 12 Feb 2015 in Bacheca | 0 comments

Forrester Research in una ricerca svolta per la FedeEx su 17 Paesi ha concluso che gli acquisti effettuati tramite gli shop online nel mondo ammontano a 1.000 Miliardi di Dollari e che le previsioni sono di raddoppiare questi numeri nei prossimi quattro anni.

L’ecommerce cresce quindi inesorabile diventando sempre più semplice e sicuro, più accessibile ma questo significa che la direzione intrapresa ci porterà ad eliminare completamente i negozi fisici dalla nostra idea di shopping?

Non dal nostro punto di vista! Continuiamo a sostenere che l’esperienza e il contatto umano rimangono componenti essenziali, soprattutto per determinate categorie merceologiche e, sicuramente, per l’alto di gamma. Stesse valutazioni valgono per la soddisfazione del cliente: elemento presente sia nell’esperienza offline che online. Tuttavia il contatto diretto con commessi preparati e l’atmosfera del punto vendita sono fattori che portano il cliente a decidere di continuare ad acquistare nei punti vendita fisici.

Si parla dunque di integrazione tra la realtà online e quella offline che sono sempre più legate tra loro: aspetto che va considerato in chiave positiva per completare la gamma di servizi offerti e ampliare il proprio mercato.

La ricerca di mercato presa in considerazione fornisce un dato interessante: i Paesi intervistati sono maggiormente propensi ad effettuare acquisti online da multibrand noti a livello mondiale. Si ricerca di media la sicurezza nell’acquisto online affidandosi a piattaforme di brand conosciute e affidabili; inoltre le principali motivazioni di che spingono all’acquisto online consistono nella possibilità di accedere a un prezzo inferiore o a spedizione gratuita. Il costo della spedizione nello specifico è proprio l’elemento che principalmente blocca il processo di acquisto online, in particolar modo quando la spedizione interessa una lunga tratta per raggiungere un diverso Paese.

In sostanza pro e contro che si bilanciano in un quadro dove, dal nostro punto di vista, si procederà verso una situazione in cui gli shop fisici e virtuali saranno complementari.

 

 

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il valore artigiano

il valore artigiano

Posted by on 7 Gen 2015 in Bacheca | 0 comments

Made in Italy, eccellenze e artigianalità: aspetti che viaggiano strettamente collegati tra loro. Si tratta di qualità e competenze da sempre abbinate al nostro Paese e alle tipicità locali che lo caratterizzano in quanto aspetto di unicità che genera interessa da ogni parte del mondo.

Oggi vogliamo presentare il caso di  Eleonora Odorizzi e Andrea Miserocchi: due architetti che hanno deciso di andare a caccia del Valore Artigiano in tutta Italia.

La loro idea nasce proprio dalla motivazione di rendere visibile la qualità dell’artigianato, andando a creare una piattaforma – in via di costruzione – dove raccontare e far vivere la storia di artigiani che con grandissima cura dei dettagli realizzano prodotti unici.

La piattaforma in oggetto si chiama Italian Stories – www.italianstories.it – sarà a breve online grazie ai finanziamenti della Comunità Europea e proporrà una nuova esperienza: la possibilità di fare visita agli artigiani e vivere con loro momenti di condivisione e di laboratorio. Gli artigiani infatti sono entusiasti di poter entrare in contatto con appassionati e interessati all’artigianato e alle loro lavorazioni e saranno ben lieti di poter spiegare e trasmettere il loro sapere.

Le botteghe degli artigiani si trovano nei posti più disparati e come vuole la tradizione, spesso in piccoli borghi. In questo modo non si offre solo la possibilità di entrare in contatto diretto con piccole eccellenze ma anche di poter visitare e scoprire luoghi nuovi e prodotti tipici.

Da panetterie a fonderie la tipologia di artigianato spazia moltissimo, andando a cogliere molteplici interessi. Inoltre l’idea di fondo è di diffondere proprio attraverso la rete e tutti i suoi mezzi il valore artigiano, permettendo di raggiungere tutti gli interessati anche attraverso i Social Network.

La realtà, nel suo aspetto più artigianale, si fonde e si completa sempre di più attraverso il digitale!

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I Nostri migliori Auguri per un Sereno Natale

Posted by on 23 Dic 2014 in Bacheca | 0 comments

Mancano pochissimi giorni a Natale e vogliamo farvi i  nostri migliori auguri parlandovi dell’importanza del Made in Italy! I consumi degli italiani sono in calo ma il valore del prodotto italiano non tramonta e proprio a questo vogliamo dedicare i nostri auguri, convinti che la qualità possa trovare la sua strada anche in questo periodo storico particolarmente spinoso.

Parlando di made in Italy citiamo un’eccellenza Veneta: il Lanificio Bottoli di Vittorio Veneto.

Una storia importante, di quattro generazioni di una famiglia di imprenditori veneti che iniziarono con la produzione di coperte e panni in lana intorno al 1861. Nel 1978  Roberto Bottoli rifondò l’azienda che era stata del padre e dei nonni e ha saputo evolvere la propria vocazione produttiva nel campo dei tessuti fantasia.

Oggi Lane Bottoli è uno dei produttori di tessuti Made in Italy più conosciuti al mondo. Competitività, qualità, serietà e servizio costituiscono i principi e i valori della filosofia e del successo aziendale.

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“È sorprendente come nella vita ci si possa emozionare, giorno dopo giorno, di tante immagini…anche di un candido gregge tranquillo al pascolo sull’Appennino o pigro nel seguire il greto del Piave.” Cit. Roberto Bottoli

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Moncler e il Made in Italy

Posted by on 12 Nov 2014 in Bacheca | 0 comments

In questi giorni Moncler ha fatto parlare molto di sé, anche se in questo caso non per le peculiarità del brand e del lusso. Si parla di produzione, di delocalizzazione, di costi effettivi e di trattamento degli animali; tutti temi molto delicati.

Vogliamo prendere in considerazione la delocalizzazione come tema principale, in quanto si tratta dell’elemento più determinante della discussione e dal quale, di fatto, derivano gli altri aspetti. Il fenomeno ormai è diventato molto diffuso, sia tra i piccoli produttori che tra i colossi del mondo della moda e non solo, copre indifferentemente tutti i settori.
Sicuramente esternalizzare nei paesi dell’est, dove la mano d’opera ha un costo nettamente inferiore, permette alle imprese di poter risparmiare sui costi di produzione ed applicare un maggior markup ma non sempre tale scelta è percepita come positiva dal cliente finale.

Bisogna d’altronde tenere presente che per molte attività la delocalizzazione è l’unica via per poter mantenere la propria presenza nel mercato e garantire almeno una parte dei posti di lavoro nel territorio nazionale ma, nel momento in cui si parla di Made in Italy, la questione si fa molto spinosa.

Il made in Italy è un valore riconosciuto in termini internazionali sia per la qualità che per il significato a cui è associato, motivo per cui necessiterebbe di qualche linea guida maggiore nella sua definizione. Oggi il concetto di Made in Italy è diventato veritiero entro certi limiti, considerato il tasso di delocalizzazione della produzione, anche se solitamente i Brand di riferimento mantengono giustamente alti livelli di rifinitura e competenza tecnica. In ogni caso, non si parla più di made in al 100% non essendo presente ad oggi una regolamentazione in merito e questo è un dato di fatto.

Per correttezza e chiarezza la soluzione ideale sarebbe regolamentare in modo indiscutibile le modalità per poter usufruire dell’assegnazione del titolo Made in Italy; la situazione del mercato odierno purtroppo non sembra favorevole a porre le condizioni per poter avviare un processo simile.

In una situazione economica di crisi una posizione più netta nei confronti della regolamentazione e del “made in” aiuterebbe a definire meglio i canoni cui fare riferimento e sarebbe la legislazione l’incaricata di preoccuparsi di eventuali violazioni delle norme da rispettare.

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IL Valore dei negozi Monomarca

Posted by on 17 Set 2014 in Bacheca | 0 comments

 

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Parliamo di distribuzione e di evoluzione della stessa nell’ultimo decennio. La crisi non ha avuto un impatto solo sul livello dei consumi ma anche sulla modalità in cui si consuma. Fino a circa una decina di anni fa il negozio multi marca era apprezzato per la varietà dell’offerta e la possibilità di scegliere e spaziare tra capi di abbigliamento di stili e marche differenti ma, oggi pare che questa tendenza sia vistosamente diminuita.

 

Le frequentazioni degli store multi marca sono in calo e la motivazione consiste probabilmente nel fatto che, ad oggi, la presenza di più brand all’interno della medesima struttura si avvicina sempre di più all’immaginario dei grandi magazzini. Gli indipendenti stanno perdendo quindi importanti quote di mercato a favore invece dei negozi monomarca, sia di piccole che di grandi dimensioni.

 

Il punto vendita mono-brand risulta probabilmente più affidabile e permette di inserire la collezione in un contesto in cui tutto si armonizza naturalmente, senza passare per corner e sezioni che hanno poco da condividere tra loro come talvolta accade nei multimarca.

 

Il riferimento al negozio monomarca non va associato in ogni caso necessariamente al lusso; oggi anche il mercato di massa offre questa proposta di distribuzione. Ne sono esempi Zara ed H&M che con questa soluzione stanno ottenendo ottimi risultati.

 

Altro elemento decisivo, nel successo che si sta riscontrando in questa formula, è la maggiore possibilità di creare una propria rete di clienti. Il negozio monomarca, infatti, ha maggiori possibilità di soddisfare i desideri del cliente in quanto attratto da quel particolare stile che riguarda la collezione ma anche il servizio e l’atmosfera che si trova all’interno.

 

Si parla ancora dunque di soddisfazione del cliente e di fidelizzazione seppure anche questi concetti stiano subendo alcune variazioni: il punto cruciale rimane la disponibilità di una rete di clienti.

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