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Daniele Lago, presidente Lago arredamenti

Bello e bene fatto? Sono le eccellenze del made in Italy apprezzate in tutto il mondo. Moda, calzature, arredamento, food, oreficeria e ottica. I settori che negli ultimi sei anni hanno portato l’export del made in Italy da 10 a 14 miliardi di fatturato. Una partita che si gioca sempre più a est: Emirati, Russia, Cina, Indonesia, Turchia, Kazakistan e Malesia.

«È necessario riprogettare l’italianità nel mondo puntando sul binomio cultura e impresa, come in questi anni solo forse Eaitaly è riuscito a fare abbinando qualità e un’immagine innovativa dell’italian food».

Questo il pensiero di Daniele Lago, presidente della Lago arredamenti, nota e florida azienda del padovano leader nel settore. Cultura e impresa, immagine e qualità, tradizione e innovazione.

Un investimento che però deve crescere se si vogliono sfruttare davvero le potenzialità di quest’occasione.

Ancora poco sfruttato, ad esempio, l’investimento nella distribuzione e le potenzialità dell’e-commerce. In Cina, ad esempio, il volume di business mosso dall’e-commerce è cresciuto del 41,3% nel 2012, con un’incidenza del 5,4% sul totale delle vendite al dettaglio. Ma l’Italia non ne sta approfittando.

Avete mai provato a ragionare sulle regole d’oro per riuscire ad entrare nel mercato cinese? Eccone alcune:

  • conoscere l’andamento dei consumi;
  • conoscere i consumatori;
  • selezionare le aree urbane più adatte alla penetrazione;
  • comprendere bene e affrontare gli ostacoli burocratici e commerciali all’ingresso dei prodotti nel territorio;
  • conoscere direttamente il canale distributivo senza affidarsi a importatori e distributori locali.