IDM: Innovazione di Moda

Innovazione, competitività, sostenibilità nel mondo Moda

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Il settore del fashion alla ricerca del mix distributivo vincente

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In un momento storico ed economico difficile per i mercati, affiora la necessità di innovare. Innovare non solo i prodotti, ma anche le abitudini distributive e l’approccio al mercato.

Tre studi tracciano le linee guida necessarie al mercato del lusso e del Made in Italy per proseguire in crescita e salvaguardare i ricavi. Si tratta della ricerca Altagamma Retail Evolution, la nuova edizione del Digital Luxury Experience e l’Altagamma Index of best performers in the luxury digital world.

Ciò che emerge da queste analisi è il sempre minor peso del wholesale e la crescente importanza degli investimenti nei negozi monomarca. «L’obiettivo è che almeno due terzi del fatturato venga dal retail» è ciò che ha evidenziato l’AD di Ferragamo, Michele Norsa, al convegno Retail Insight 2012. È innegabile che i fondi da investire siano ingenti, ma la strategia risulta comunque vincente, soprattutto parlando dei mercati emergenti.

Questo può permettere ai big brand di accrescere le vendite aumentando il panel di consumatori, il valore percepito del brand e l’alone di esclusività che li circonda.

Un’altra strategia da percorrere è il travel retail, progettando l’apertura di punti vendita monomarca all’interno ad esempio degli aeroporti. Secondo alcuni dati, i passeggeri degli aeroporti nel 2012 saranno un miliardo, dei quali 80 milioni di nazionalità cinese. Si tratta di un’occasione imperdibile che anche i brand italiani devono cogliere.

E-commerceLa terza strategia del mix distributivo perfetto riguarda l’investimento nell’e-commerce: le vendite online di prodotti di lusso rappresentano un settore continuamente in crescita per la moda. Attualmente parliamo di un 3,2% del mercato complessivo, destinato a crescere del 20% annuo per raggiungere presumibilmente i 15 miliardi nel 2016.

I consumatori risultano sempre più interessati a questo canale distributivo innovativo e veloce e anche i big brand del lusso dimostrano sempre maggiore interesse per il digitale, confermando le tendenze in atto e l’importanza di queste strategie.

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Avviati i lavori per la costituzione del Gruppo di Studio del Settore Moda

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Oggi a Vicenza presso il CPV, Centro Produttività Veneto, si è tenuto l’incontro del Comitato Promotore del Gruppo di Studio del Settore Moda. Presenti importanti esponenti del mondo imprenditoria del settore della provincia di Vicenza in rappresentanza di altrettante importanti realtà produttive con brand conosciuti a livello nazionale ed internazionale.
I lavori del comitato sono stati aperti da Antonio Girardi, Direttore del CPV, il quale ha sottolineato come “l’idea della costituzione di un gruppo di studio, complementari alle attività delle associazioni di categoria,  nasce dalla volontà di promuovere lo scambio di informazioni e conoscenze tra imprenditori, dirigenti e tecnici attraverso l’organizzazione di conferenze, incontri e visite di studio”.
L’attività informativa e formativa vuole essere in linea con le reali esigenze produttive, elemento molto importante questo perché il risultato possa essere aderente con l’evoluzione dei mercati e del contesto sociale in cui viviamo.
Per le aziende il Gruppo di Studio è una possibilità per fare rete, sviluppando quindi nuovi contatti utili per potersi confrontare su questioni concrete, anche attraverso l’apporto di istituzioni esterne come, ad esempio, il mondo accademico.
Aspetto molto importante sottolineato dal Direttore del CPV Girardi, è quello che vede l’Italia indietro a livello europeo nell’utilizzo dei fondi finanziari messi a disposizione dall’Unione Europea per le attività formative in senso stretto e per le iniziative come quelle che caratterizzano i gruppi di studio.
Per il 2012 IDM, ad oggi,  ha già attenuto finanzamenti per attività formative per tematiche legate all’innovazione nei tessuti; altri progetti sono in fase di presentazione della relativa istanza di finanziamento.

Oggi a Vicenza presso il CPV, Centro Produttività Veneto, si è tenuto l’incontro del Comitato Promotore del Gruppo di Studio del Settore Moda. Presenti importanti esponenti del mondo imprenditoria del settore della provincia di Vicenza in rappresentanza di altrettante importanti realtà produttive con brand conosciuti a livello nazionale ed internazionale. I lavori del comitato sono stati aperti da Antonio Girardi, Direttore del CPV, il quale ha sottolineato come “l’idea della costituzione di un gruppo di studio, complementari alle attività delle associazioni di categoria,  nasce dalla volontà di promuovere lo scambio di informazioni e conoscenze tra imprenditori, dirigenti e tecnici attraverso l’organizzazione di conferenze, incontri e visite di studio”. L’attività informativa e formativa vuole essere in linea con le reali esigenze produttive, elemento molto importante questo perché il risultato possa essere aderente con l’evoluzione dei mercati e del contesto sociale in cui viviamo. Per le aziende il Gruppo di Studio è una possibilità per fare rete, sviluppando quindi nuovi contatti utili per potersi confrontare su questioni concrete, anche attraverso l’apporto di istituzioni esterne come, ad esempio, il mondo accademico. Aspetto molto importante sottolineato dal Direttore del CPV Girardi, è quello che vede l’Italia indietro a livello europeo nell’utilizzo dei fondi finanziari messi a disposizione dall’Unione Europea per le attività formative in senso stretto e per le iniziative come quelle che caratterizzano i gruppi di studio.Per il 2012 IDM, ad oggi,  ha già attenuto finanzamenti per attività formative per tematiche legate all’innovazione nei tessuti; altri progetti sono in fase di presentazione della relativa istanza di finanziamento.

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Riunione di fondazione del gruppo di studio IDM

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Previsto il prossimo venerdi 16 marzo 2012 alle ore 15 presso il CPV di Vicenza la riunione del Comitato promotore del gruppo di studio IDM.
Nata dall’iniziativa di un gruppo di imprenditori del settore della Moda, il gruppo già da tempo opera informalmente con lo scopo di favorire il confronto tra le aziende e la condivisione di programmi di miglioramento.
Le principali associazioni di categoria (Confindustria, Confartigianato e API) hanno aderito all’idea e già dal 2008 sono iniziate le prime attività con un tavolo di programmazione di progetti e altri programmi comuni.
Sebbene l’idea originaria sia partita dalla città di Vicenza si sono subito inserite imprese provenienti da tutto il territorio della Regione Veneto ed in ogni caso l’ambito di riferimento è quello nazionale.
Ora il gruppo viene formalmente istituito secondo il modello dei “gruppi di studio” del CPV, che da oltre 50 anni  si propongono di promuovere lo scambio di informazioni e conoscenze tra imprenditori, dirigenti e tecnici attraverso l’organizzazione di conferenze, incontri e visite di studio. Nel corso della riunione gli imprenditori dei settori della moda potranno confrontarsi in un un dibattito sugli allineamenti strategici e sulla indicazione delle prossime iniziative da mettere in campo.
Per informazioni contattare il CPV:
Tel.    0444/994700
e-mail: info@cpv.org
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La Cultura come leva del Sistema Moda Veneto

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Presentata in Confindustria Vicenza la mostra dedicata a Diana Vreeland, fashion guru del Novecento.

Bocchese “Un primo passo per la costruzione di un ampio programma culturale a supporto del rilancio del Sistema Moda Veneto

Vicenza – Rilanciare il Sistema Moda attraverso la cultura. In questo disegno più ampio va letta la mostra dedicata a Diana Vreeland , presentata oggi a Palazzo Bonin Longare, sede di Confindustria Vicenza, in un incontro dedicata alla stampa.

Vreeland, fashion guru, storica direttrice di Vogue e insuperata traduttrice della moda e del suo essere partitura dello spirito del tempo, è la figura attorno alla quale viene costruita una rassegna unica. Diana Vreeland after Diana Vreeland, curata da Judith Clark e Maria Luisa Frisa, commissionata da Lisa Immordino Vreeland e promossa dalla Fondazione dei Musei Civici di Venezia e dal Diana Vreeland Estate e l’organizzazione Civita Tre Venezie. Grazie alla collaborazione di Mauro Grifoni e VicenzaOro, partner tecnici La Rosa Mannequins e Fusina e con la partecipazione di vente-privee.com e del Sistema Moda Veneto è la prima grande mostra – dopo la retrospettiva curata da Richard Martin e Harold Koda nel 1993 al Metropolitan – che riflette sulla complessità del lavoro della Vreeland, individuando gli elementi della sua grammatica.

«L’iniziativa della mostra dedicata a Diana Vreeland è per il Sistema Moda Veneto un primo passo all’interno di un più ampio e articolato progetto che ha come driver principale la valorizzazione del patrimonio della moda veneta attraverso il linguaggio della cultura» spiega Michele Bocchese Presidente Sistema Moda Veneto di Confindustria.

In Veneto nascono i migliori tessuti, il design più avanzato, le contaminazioni più coraggiose tra la moda e le discipline della contemporaneità. Il fashion system veneto, per la sua complessità e i suoi numeri, dall’abbigliamento all’accessorio, gioca un ruolo centrale nelle dinamiche economiche, sociali e culturali future, non solo regionali. Lo dicono le sue cifre: 75mila addetti, 7500 aziende e gli oltre 4 miliardi di export. Sono convito che attraverso progetti di questo tipo la “nostra” moda possa consolidare il suo ruolo di leadership nel manifatturiero innovativo e di altissima qualità».

«Il progetto Diana Vreeland nasce dalla volontà e dalla determinazione di molti player » commenta Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di laurea in design della moda dello IUAV e curatrice della mostra. «Diana Vreeland è nella nostra memoria per il ruolo fondamentale che ha assunto nel sistema della moda, definendo per prima la figura del fashion editor e la sua influenza nella costruzione dei servizi di moda. In pratica  la Vreeland ha dato forma al giornale di moda, così come lo vediamo noi oggi. Lavorare su Diana Vreeland ha voluto dire de-costruire lei e il suo percorso mettendo così a fuoco il sistema moda contemporaneo. E’ un primo progetto molto importante con abiti mai esposti in Italia prima d’ora che dimostra come in questo territorio collaborando insieme si possano fare grandi cose».

«Parlare di cultura in un sistema e in una regione dove solitamente ci si è sempre limitati a parlare di produzione è certamente una novità» ha aggiunto Cristiano Seganfreddo, Direttore di Fuoribiennale e Agenzia del Contemporaneo. «Il Veneto e la produzione: questa è l’immagine che solitamente proiettiamo all’esterno, ed è così che dall’esterno veniamo percepiti. Sub-forinitori e terzisti sono i termini con cui ci etichettano, quando invece la nostra realtà può vantare un tale prestigio (in termini numerici e di qualità dei marchi) che ci dovrebbero chiamare “super-fornitori”. Abbiamo un cuore produttivo straordinario, da sviluppare localmente e da esportare in tutto il mondo con un’operazione culturale che questo progetto su Diana Vreeland contribuirà ad avviare».

Infine è intervenuto Andreas Schmeidler, Country Sales Manager Italia di vente-privee.com, leader mondiale delle vendite evento online, presente in 8 Paesi in Europa e negli USA in joint venture con American Express. Schmeidler ha concluso: “Abbiamo accolto con molto entusiasmo la proposta di Michele Bocchese. Tra i 1500 brand con cui collabora vente-privee.com, circa 250 sono italiani e un buon 90% vengono venduti nei paesi europei in cui siamo presenti. Siamo nati nel 2001 in Francia ed abbiamo alle spalle oltre 27 anni di esperienza nel settore: partendo dal servizio di de-stoccaggio siamo oggi un partner globale per le aziende di ogni settore per valorizzare le giacenze in modo qualitativo, proteggendo la marca e diventando una vera e propria piattaforma di comunicazione. Il mercato italiano e’ strategico proprio perché può vantare marchi noti a livello internazionale e apprezzati per la loro qualità e la loro storia. Il Veneto è sicuramente una forte risorsa grazie all’alta percentuale di marchi dedicati alla moda e agli accessori, e siamo felici che le imprese di questa regione siano state fino ad oggi così ricettive su un modello di business innovativo come l’online».

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Le aziende della moda sperimentano nuovi modelli organizzativi basati sui paradigmi del “cloud computing

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Oggi, presso il Politecnico Calzaturiero, si è tenuta la presentazione del progetto NEMBO che prevede attività di innovazione organizzativa nelle aziende della moda grazie ad un finanziamento della Regione Veneto a supporto di nuovi modelli gestionali basati sul paradigma del “cloud computing”, ovvero delle più moderne ed evolute pratiche in fatto di sistemi informativi aziendali.

I partners del progetto sono:

  • Il Politecnico Calzaturiero: coordinatore del progetto, è portavoce delle esigenze tecnologiche, operative e gestionali del distretto calzaturiero del Brenta e che assieme ad un gruppo di consulenti gestionali accreditati andrà a fornire il supporto organizzativo alle imprese.
  • IBM: metterà a disposizione le soluzioni ACG Vision e le competenze a supporto del servizio di cloud computing.
  • MBM: metterà a disposizione la propria suite APACHE e le sue consolidate soluzioni gestionali per la pianificazione e controllo dei processi produttivi, con implementazioni significative nel settore fashion.
  • Le Università degli studi di Venezia e di Padova: in qualità di partners scientifici per il  supporto formativo alle PMI nel percorso di implementazione delle soluzioni scelte.

Diverse le aziende presenti, tutte appartenti al comparto della moda del Veneto, settore calzaturiero e abbigliamento.

Il progetto NEMBO ha l’obiettivo primario di realizzare un’architettura cloud computing per l’erogazione di applicazioni gestionali a supporto delle operations nelle pmi del settore calzaturiero. Il progetto vede una partnership tra IBM, che garantirà know how e competenze in ambito cloud computing, MBM, in qualità di partner IBM e con esperienza consolidata nelle soluzioni gestionali per la pianificazione e controllo dei processi produttivi, e il Politecnico Calzaturiero, soggetto aggregatore del distretto calzaturiero del Brenta che avrà un importante ruolo di snodo tra partner tecnologici e le imprese del settore target.

Ma cos’è il cloud computing? Cloud Computing significa gestire esternamente (online) le applicazioni e le attività, invece che all’interno delle tue quattro mura. I vantaggi non sono pochi: abbassamento dei costi, costi di supporto inferiori, rischi ridotti, accesso ai servizi in ogni momento e in ogni luogo.

Questi e molti altri i temi affrontati durante la presentazione.  Relatore e coordinatore dell’evento l’Ing. Mauro Tescaro del Politecnico Calzaturiero. Durante la presentazione hanno dato il loro contributo Walter Macorig di MAS Management Network e Roberto Guglielmo, in qualità di consulenti gestionali a supporto delle imprese del Sistema Moda, ing. Marco Borella di IBM, ing. Tullo Mosele presidente di MBM.

Forte l’interesse delle aziende che hanno aderito al progetto e che a breve inizieranno l’implementazione e la sperimentazione della nuova tecnologia. Diverse le opportunità per le aziende sperimentatrici, in particolare opportunità di:

  • conoscere, adottare, approfondire metodologie di pianificazione e controllo della produzione,
  • di essere accompagnati nell’adozione o cambiamento di un gestionale con funzionalità specifiche per le imprese moda.

Per ulteriori informazioni contattare il Politecnico Calzaturiero www.politecnicocalzaturiero.it

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