Posted by on 26 Mag 2015 in Bacheca | 0 comments

Amazon cambia la sua politica contabile e annuncia che pagherà le tasse nei singoli paesi; diversamente da quanto fatto fino ad oggi avendo sede legale a Lussemburgo dove le tasse sono del 4%.

Dopo molte polemiche si arriva finalmente a una prima svolta che lancia la multinazionale di vendite online Amazon. Lo aveva anticipato la scorsa settimana al The Guardian, in seguito all’accusa mossa alla sua politica: lo scorso anno secondo le dichiarazioni lasciate dalla stessa agli investitori avrebbe pagato solamente 3,1 milioni di sterline di tasse, circa 3,8 milioni di euro, a fronte di vendite totali per 4,2 miliardi di sterline.

Una politica questa, utilizzata dalla maggior parte delle multinazionali del web con sede all’estero che operano in Italia e in Europa. Sono molti infatti i Paesi Europei che si stanno interrogando su come affrontare e risolvere la situazione.

La Francia ad esempio ha stipulato un accordo con Google che le finanzia un fondo per lo sviluppo del web; Germania e Spagna hanno attivato una legge per cui Google deve pagare nel momento in cui effettua un collegamento link al contenuto altrui e inoltre in Inghilterra si sta realizzando una vera e propria web tax sui profitti generati dalle multinazionali attraverso il web!

Il momento di attivare maggiori regolamentazioni sulle tassazioni del web è sicuramente giunto anche in Italia e, dopo anni di indagini della guardia di finanza, finalmente comincia a muoversi qualcosa! Speriamo che la stessa strada venga intrapresa anche da Google, Facebook.