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Secondo l’analisi dei bilanci semestrali dei principali player quotati italiani e stranieri del settore moda e lusso condotta da Pambianco Strategie di Impresa, la redditività delle 12 principali delle aziende italiane ha raggiunto il 20% del fatturato complessivo mentre le 18 straniere sono rimaste ferme, per così dire, al +17%. Crescono anche i ricavi con l’Italia a +11,2% e l’estero a +10,8%.
Il vento di recessione che sferza i mercati e le economie di tutto il mondo non lambisce il settore della moda e del lusso, almeno per ora. O quanto meno ne sono esenti le principali società italiane (12 aziende) ed estere quotate (18 aziende,) che hanno archiviato il 1° semestre di quest’anno con andamenti ampiamente positivi in termini di ricavi e profitti. Questo è quanto emerge dalla consueta analisi condotta da Pambianco Strategie di Impresa. E scorrendo le singole voci della sezione fatturato vediamo che non emergono segni negativi, al contrario, una buona parte dei gruppi – in molti casi italiani e questa è un altro aspetto importante – ha registrato percentuali di crescita a doppia cifra ed ha incrementato la redditività (l’Ebitda). La crescita dei ricavi delle 12 aziende tricolore infatti ha raggiunto l’11,2% contro il 10,8% di quelle straniere. Segno che la moda e il lusso targato made in Italy hanno finalmente riconquistato lustro in tutto il mondo. Nei primi sei mesi dell’anno le dodici aziende del segmento fashion e luxury considerate nello studio hanno totalizzato un giro d’affari di 8,7 miliardi di euro in crescita, come anticipato, dell’11,2% rispetto all’analogo periodo del 2010. L’incremento, già di per sé importante, risulta ancora più significativo se confrontato con la percentuale di progresso registrata nel primo semestre dell’anno scorso: allora i ricavi dei 12 gruppi erano cresciuti del 6,3% a 7,8 miliardi di euro. E, a un anno di distanza, a trainare la crescita percentuale del panel di aziende analizzate sono le stesse griffe che avevano ottenuto ottime performance anche nel primo semestre 2010. Ossia Gucci, Bulgari e Bottega Veneta, tutti al di sopra dei venti punti percentuali di progresso, ai quali si aggiunge la neo matricola di Piazza Affari, Salvatore Ferragamo. Ottime performance anche sul fronte dell’Ebitda (riferito al bouquet di aziende analizzate) che ha raggiunto il 20,3% del fatturato rispetto al 18,8% della prima metà del 2010.
(www.pambianconews.com)