Archivi Vivi – Under the Cover

Nell’ambito del programma del Festival della Città Impresa si è svolto oggi a Schio (VI) un convegno sul tema degli Archivi della Moda.

Vedi programma ufficiale dell’evento

Operatori del settore si sono confrontati su uno dei temi più delicati ma allo stesso tempo meno noti dell’industria del fashion, ovvero quello dei cosiddetti “archivi”. La maggior parte delle aziende del fashion infatti sistematicamente conserva all’interno dei propri magazzini un vero e proprio archivio della storia e delle produzioni composto dai campionari delle vecchie collezioni, dai prototipi di prodotti speciali o sperimentali, da materie prime, tessuti ed accessori ma anche da tutto un insieme di documentazione commerciale, marketing o tecnica.

Alcune imprese hanno organizzato tali archivi in maniera razionale e sistematica e addirittura riescono a trarre profitto secondo varie modalità. Altre invece semplicemente si limitano ad accatastare i materiali in modo disordinato nella speranza di avere prima o poi tempo e risorse per poter riorganizzare il tutto.

In ogni caso tra tutti è forte la consapevolezza dell’ enorme valore rappresentato dall’archivio come rappresentazione sia della maestria e delle competenze aziendali che come elemento di ispirazione per lo sviluppo stilistico e tecnico delle linee fashion del futuro.

Il convegno è stato ospitato all’interno della splendida cornice dell’edificio di archeologia industriale rappresentato dal “Lanificio Conte”, negli ultimi anni rilevato e restaurato dal Comune di Schio.

Il comune – in particolare nella persona del responsabile cultura Lidia Zocche – è particolarmente attivo sl tema degli archivi della moda: negli ultimi anni il progetto “Archivi Vivi” ha allestito importanti mostre e workshop su queste tematiche e sono attesi prossimi sviluppi.

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Le sfide del Sistema Moda Italia – i risultati dell’Osservatorio Sistema Moda

Oggi si è tenuto presso la “School of Management” del MIP il convegno di presentazione dei risultati della ricerca “Le sfide del Sistema moda italia” organizzata da l’Osservatorio della Moda, Principali fattori critici di successo delle aziende del settore fashioniniziativa congiunta del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Padova.

Il gruppo di ricerca coinvolto nell’Osservatorio è composto da: Federico Caniato, Maria Caridi, Antonella Moretto, Andrea Sianesi, Gianluca Spina – Dip. di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano Pamela Danese, Laura Macchion, Andrea Vinelli – Dip. di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali, Università degli Studi di Padova Romano Cappellari – Dip. di Scienze Economiche e Aziendali, Università degli Studi di Padova.

La ricerca si è concretizzata nella raccolta di informazioni di tipo qualitativo e quantitativo da un panel di circa 130 aziende del fashion attraverso la raccolta di interviste e questionari da parte degli imprenditori e top manager.
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Avviati i lavori per la costituzione del Gruppo di Studio del Settore Moda

Oggi a Vicenza presso il CPV, Centro Produttività Veneto, si è tenuto l’incontro del Comitato Promotore del Gruppo di Studio del Settore Moda. Presenti importanti esponenti del mondo imprenditoria del settore della provincia di Vicenza in rappresentanza di altrettante importanti realtà produttive con brand conosciuti a livello nazionale ed internazionale.
I lavori del comitato sono stati aperti da Antonio Girardi, Direttore del CPV, il quale ha sottolineato come “l’idea della costituzione di un gruppo di studio, complementari alle attività delle associazioni di categoria,  nasce dalla volontà di promuovere lo scambio di informazioni e conoscenze tra imprenditori, dirigenti e tecnici attraverso l’organizzazione di conferenze, incontri e visite di studio”.
L’attività informativa e formativa vuole essere in linea con le reali esigenze produttive, elemento molto importante questo perché il risultato possa essere aderente con l’evoluzione dei mercati e del contesto sociale in cui viviamo.
Per le aziende il Gruppo di Studio è una possibilità per fare rete, sviluppando quindi nuovi contatti utili per potersi confrontare su questioni concrete, anche attraverso l’apporto di istituzioni esterne come, ad esempio, il mondo accademico.
Aspetto molto importante sottolineato dal Direttore del CPV Girardi, è quello che vede l’Italia indietro a livello europeo nell’utilizzo dei fondi finanziari messi a disposizione dall’Unione Europea per le attività formative in senso stretto e per le iniziative come quelle che caratterizzano i gruppi di studio.
Per il 2012 IDM, ad oggi,  ha già attenuto finanzamenti per attività formative per tematiche legate all’innovazione nei tessuti; altri progetti sono in fase di presentazione della relativa istanza di finanziamento.

Oggi a Vicenza presso il CPV, Centro Produttività Veneto, si è tenuto l’incontro del Comitato Promotore del Gruppo di Studio del Settore Moda. Presenti importanti esponenti del mondo imprenditoria del settore della provincia di Vicenza in rappresentanza di altrettante importanti realtà produttive con brand conosciuti a livello nazionale ed internazionale. I lavori del comitato sono stati aperti da Antonio Girardi, Direttore del CPV, il quale ha sottolineato come “l’idea della costituzione di un gruppo di studio, complementari alle attività delle associazioni di categoria,  nasce dalla volontà di promuovere lo scambio di informazioni e conoscenze tra imprenditori, dirigenti e tecnici attraverso l’organizzazione di conferenze, incontri e visite di studio”. L’attività informativa e formativa vuole essere in linea con le reali esigenze produttive, elemento molto importante questo perché il risultato possa essere aderente con l’evoluzione dei mercati e del contesto sociale in cui viviamo. Per le aziende il Gruppo di Studio è una possibilità per fare rete, sviluppando quindi nuovi contatti utili per potersi confrontare su questioni concrete, anche attraverso l’apporto di istituzioni esterne come, ad esempio, il mondo accademico. Aspetto molto importante sottolineato dal Direttore del CPV Girardi, è quello che vede l’Italia indietro a livello europeo nell’utilizzo dei fondi finanziari messi a disposizione dall’Unione Europea per le attività formative in senso stretto e per le iniziative come quelle che caratterizzano i gruppi di studio.Per il 2012 IDM, ad oggi,  ha già attenuto finanzamenti per attività formative per tematiche legate all’innovazione nei tessuti; altri progetti sono in fase di presentazione della relativa istanza di finanziamento.

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Riunione di fondazione del gruppo di studio IDM

Previsto il prossimo venerdi 16 marzo 2012 alle ore 15 presso il CPV di Vicenza la riunione del Comitato promotore del gruppo di studio IDM.
Nata dall’iniziativa di un gruppo di imprenditori del settore della Moda, il gruppo già da tempo opera informalmente con lo scopo di favorire il confronto tra le aziende e la condivisione di programmi di miglioramento.
Le principali associazioni di categoria (Confindustria, Confartigianato e API) hanno aderito all’idea e già dal 2008 sono iniziate le prime attività con un tavolo di programmazione di progetti e altri programmi comuni.
Sebbene l’idea originaria sia partita dalla città di Vicenza si sono subito inserite imprese provenienti da tutto il territorio della Regione Veneto ed in ogni caso l’ambito di riferimento è quello nazionale.
Ora il gruppo viene formalmente istituito secondo il modello dei “gruppi di studio” del CPV, che da oltre 50 anni  si propongono di promuovere lo scambio di informazioni e conoscenze tra imprenditori, dirigenti e tecnici attraverso l’organizzazione di conferenze, incontri e visite di studio. Nel corso della riunione gli imprenditori dei settori della moda potranno confrontarsi in un un dibattito sugli allineamenti strategici e sulla indicazione delle prossime iniziative da mettere in campo.
Per informazioni contattare il CPV:
Tel.    0444/994700
e-mail: info@cpv.org

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La Cultura come leva del Sistema Moda Veneto

Presentata in Confindustria Vicenza la mostra dedicata a Diana Vreeland, fashion guru del Novecento.

Bocchese “Un primo passo per la costruzione di un ampio programma culturale a supporto del rilancio del Sistema Moda Veneto

Vicenza – Rilanciare il Sistema Moda attraverso la cultura. In questo disegno più ampio va letta la mostra dedicata a Diana Vreeland , presentata oggi a Palazzo Bonin Longare, sede di Confindustria Vicenza, in un incontro dedicata alla stampa.

Vreeland, fashion guru, storica direttrice di Vogue e insuperata traduttrice della moda e del suo essere partitura dello spirito del tempo, è la figura attorno alla quale viene costruita una rassegna unica. Diana Vreeland after Diana Vreeland, curata da Judith Clark e Maria Luisa Frisa, commissionata da Lisa Immordino Vreeland e promossa dalla Fondazione dei Musei Civici di Venezia e dal Diana Vreeland Estate e l’organizzazione Civita Tre Venezie. Grazie alla collaborazione di Mauro Grifoni e VicenzaOro, partner tecnici La Rosa Mannequins e Fusina e con la partecipazione di vente-privee.com e del Sistema Moda Veneto è la prima grande mostra – dopo la retrospettiva curata da Richard Martin e Harold Koda nel 1993 al Metropolitan – che riflette sulla complessità del lavoro della Vreeland, individuando gli elementi della sua grammatica.

«L’iniziativa della mostra dedicata a Diana Vreeland è per il Sistema Moda Veneto un primo passo all’interno di un più ampio e articolato progetto che ha come driver principale la valorizzazione del patrimonio della moda veneta attraverso il linguaggio della cultura» spiega Michele Bocchese Presidente Sistema Moda Veneto di Confindustria.

In Veneto nascono i migliori tessuti, il design più avanzato, le contaminazioni più coraggiose tra la moda e le discipline della contemporaneità. Il fashion system veneto, per la sua complessità e i suoi numeri, dall’abbigliamento all’accessorio, gioca un ruolo centrale nelle dinamiche economiche, sociali e culturali future, non solo regionali. Lo dicono le sue cifre: 75mila addetti, 7500 aziende e gli oltre 4 miliardi di export. Sono convito che attraverso progetti di questo tipo la “nostra” moda possa consolidare il suo ruolo di leadership nel manifatturiero innovativo e di altissima qualità».

«Il progetto Diana Vreeland nasce dalla volontà e dalla determinazione di molti player » commenta Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di laurea in design della moda dello IUAV e curatrice della mostra. «Diana Vreeland è nella nostra memoria per il ruolo fondamentale che ha assunto nel sistema della moda, definendo per prima la figura del fashion editor e la sua influenza nella costruzione dei servizi di moda. In pratica  la Vreeland ha dato forma al giornale di moda, così come lo vediamo noi oggi. Lavorare su Diana Vreeland ha voluto dire de-costruire lei e il suo percorso mettendo così a fuoco il sistema moda contemporaneo. E’ un primo progetto molto importante con abiti mai esposti in Italia prima d’ora che dimostra come in questo territorio collaborando insieme si possano fare grandi cose».

«Parlare di cultura in un sistema e in una regione dove solitamente ci si è sempre limitati a parlare di produzione è certamente una novità» ha aggiunto Cristiano Seganfreddo, Direttore di Fuoribiennale e Agenzia del Contemporaneo. «Il Veneto e la produzione: questa è l’immagine che solitamente proiettiamo all’esterno, ed è così che dall’esterno veniamo percepiti. Sub-forinitori e terzisti sono i termini con cui ci etichettano, quando invece la nostra realtà può vantare un tale prestigio (in termini numerici e di qualità dei marchi) che ci dovrebbero chiamare “super-fornitori”. Abbiamo un cuore produttivo straordinario, da sviluppare localmente e da esportare in tutto il mondo con un’operazione culturale che questo progetto su Diana Vreeland contribuirà ad avviare».

Infine è intervenuto Andreas Schmeidler, Country Sales Manager Italia di vente-privee.com, leader mondiale delle vendite evento online, presente in 8 Paesi in Europa e negli USA in joint venture con American Express. Schmeidler ha concluso: “Abbiamo accolto con molto entusiasmo la proposta di Michele Bocchese. Tra i 1500 brand con cui collabora vente-privee.com, circa 250 sono italiani e un buon 90% vengono venduti nei paesi europei in cui siamo presenti. Siamo nati nel 2001 in Francia ed abbiamo alle spalle oltre 27 anni di esperienza nel settore: partendo dal servizio di de-stoccaggio siamo oggi un partner globale per le aziende di ogni settore per valorizzare le giacenze in modo qualitativo, proteggendo la marca e diventando una vera e propria piattaforma di comunicazione. Il mercato italiano e’ strategico proprio perché può vantare marchi noti a livello internazionale e apprezzati per la loro qualità e la loro storia. Il Veneto è sicuramente una forte risorsa grazie all’alta percentuale di marchi dedicati alla moda e agli accessori, e siamo felici che le imprese di questa regione siano state fino ad oggi così ricettive su un modello di business innovativo come l’online».

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Le aziende della moda sperimentano nuovi modelli organizzativi basati sui paradigmi del “cloud computing

Oggi, presso il Politecnico Calzaturiero, si è tenuta la presentazione del progetto NEMBO che prevede attività di innovazione organizzativa nelle aziende della moda grazie ad un finanziamento della Regione Veneto a supporto di nuovi modelli gestionali basati sul paradigma del “cloud computing”, ovvero delle più moderne ed evolute pratiche in fatto di sistemi informativi aziendali.

I partners del progetto sono:

  • Il Politecnico Calzaturiero: coordinatore del progetto, è portavoce delle esigenze tecnologiche, operative e gestionali del distretto calzaturiero del Brenta e che assieme ad un gruppo di consulenti gestionali accreditati andrà a fornire il supporto organizzativo alle imprese.
  • IBM: metterà a disposizione le soluzioni ACG Vision e le competenze a supporto del servizio di cloud computing.
  • MBM: metterà a disposizione la propria suite APACHE e le sue consolidate soluzioni gestionali per la pianificazione e controllo dei processi produttivi, con implementazioni significative nel settore fashion.
  • Le Università degli studi di Venezia e di Padova: in qualità di partners scientifici per il  supporto formativo alle PMI nel percorso di implementazione delle soluzioni scelte.

Diverse le aziende presenti, tutte appartenti al comparto della moda del Veneto, settore calzaturiero e abbigliamento.

Il progetto NEMBO ha l’obiettivo primario di realizzare un’architettura cloud computing per l’erogazione di applicazioni gestionali a supporto delle operations nelle pmi del settore calzaturiero. Il progetto vede una partnership tra IBM, che garantirà know how e competenze in ambito cloud computing, MBM, in qualità di partner IBM e con esperienza consolidata nelle soluzioni gestionali per la pianificazione e controllo dei processi produttivi, e il Politecnico Calzaturiero, soggetto aggregatore del distretto calzaturiero del Brenta che avrà un importante ruolo di snodo tra partner tecnologici e le imprese del settore target.

Ma cos’è il cloud computing? Cloud Computing significa gestire esternamente (online) le applicazioni e le attività, invece che all’interno delle tue quattro mura. I vantaggi non sono pochi: abbassamento dei costi, costi di supporto inferiori, rischi ridotti, accesso ai servizi in ogni momento e in ogni luogo.

Questi e molti altri i temi affrontati durante la presentazione.  Relatore e coordinatore dell’evento l’Ing. Mauro Tescaro del Politecnico Calzaturiero. Durante la presentazione hanno dato il loro contributo Walter Macorig di MAS Management Network e Roberto Guglielmo, in qualità di consulenti gestionali a supporto delle imprese del Sistema Moda, ing. Marco Borella di IBM, ing. Tullo Mosele presidente di MBM.

Forte l’interesse delle aziende che hanno aderito al progetto e che a breve inizieranno l’implementazione e la sperimentazione della nuova tecnologia. Diverse le opportunità per le aziende sperimentatrici, in particolare opportunità di:

  • conoscere, adottare, approfondire metodologie di pianificazione e controllo della produzione,
  • di essere accompagnati nell’adozione o cambiamento di un gestionale con funzionalità specifiche per le imprese moda.

Per ulteriori informazioni contattare il Politecnico Calzaturiero www.politecnicocalzaturiero.it

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I tempi della moda e la gestione della Supply Chain

Giovedì 19 gennaio si è tenuto un interessante incontro organizzato dalla Sezione Moda e Tessili di Confindustria Padova “I TEMPI DELLA MODA E LA GESTIONE DELLA SUPPLY CHAIN”, che ha visto come relatori Sebastiano Lombardo, Amministratore Delegato di Patrizia Pepe, Michele Bocchese presidente Coordinamento Sezione Moda di Confindustria Veneto e Andrea Vinelli Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi industriali Università di Padova.

L’AD di Patrizia Pepe ha illustrato alla platea intervenuta i risultati della nota azienda di moda, soffermandosi in modo particolare sui vantaggi di una logistica efficace e una supply chain adatta ai tempi del “fast fashion”. Patrizia Pepe, marchio fiorentino nato nel 1993, grazie ad una gestione integrata dei rapporti di fornitura, si è infatti affermata in questi ultimi anni a livello internazionale con un modello di business originale per prodotti di moda medio-alti. Alla base una distribuzione anche attraverso show room, con un sell-out del 90%, e una piattaforma on line integrata alla filiera logistica.

Le conclusioni sono state affidate a Flavio Berto,  presidente Sezione Moda e Tessili di Confindustria Padova, il quale ha sottolineato che «Il sistema moda è una realtà articolata e dinamica” e questo lo  sanno bene le nostre Pmi che, sottolinea Berto,  “nonostante un affaticamento, continuano a cercare nuovi segmenti di mercato e modalità più efficienti nella catena di fornitura; Non si può stare fermi, a cominciare dal modo di fare marketing o di produrre».

L’incontro chiude il ciclo “Competere e creare valore nel sistema moda” promosso dalla Sezione Moda e Tessili di Confindustria Padova e il Coordinamento Sezione Moda di Confindustria Veneto, in collaborazione con Cciaa di Padova e Facoltà di Economia dell’Università di Padova, che ha presentato a centinaia di imprese padovane realtà di assoluta leadership.

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Da Milano la moda si sposta a Parigi

Milano passa il testimone a Parigi dopo una settimana “andata meglio del previsto”, come sottolinea Mario Boselli presidente della Camera Nazionale della Moda.

Proseguirà infatti fino a domenica 22 gennaio la kermesse dedicata alla moda maschile nella ville lumière. Ad aprire le danze la sfilata del marchio Y. Project by Yohan Serfati, a cui seguono John Lawrence Sullivan, Mugler, Christian Lacroix Homme e Ami Alexandre Matiussi.

Nei giorni successivi, come di consueto, in schedule i marchi classici della moda francese come Louis Vuitton, Givenchy, Hermès, Dior, Lanvin, Yves Saint Laurent e Jean Paul Gautier. Domenica la maison svedese Acne chiuderà l’appuntamento con la sua linea uomo per per lasciare spazio in passerella all’haute couture.

Intanto sono state diramate le date delle prossime sfilate donna di settembre, al centro di una diatriba da qualche mese, che vedono la New York Fashion Week dal 6 al 13, a seguire la Londra dal 14 al 18. Milano comincerà il 18 fino al 25 per passare poi a Parigi dal 25 fino al 2 ottobre.
(www.pambianconews.com)

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I top della moda volano: ottimi i primi 9 mesi dello scorso anno

I grandi gruppi continuano a crescere nei primi 9 mesi del 2011: le principali società quotate, italiane (12 aziende) ed estere (18 aziende), hanno infatti archiviato il periodo con andamenti positivi, sia in termini di ricavi, sia di profitti. La redditività delle aziende italiane (Ebitda) è cresciuta passando dal 17,6% al 19%, quella delle aziende estere è leggermente scesa dal 16,3% al 14,9%. Il fatturato sia delle aziende italiane, sia di quelle estere, è cresciuto dell’11%. Questo è quanto emerge dall’analisi condotta da Pambianco Strategie di Impresa. Segno che la moda e il lusso, soprattutto quello griffato made in Italy, hanno riconquistato lustro in tutto il mondo.

QUI ITALIA. Nei primi nove mesi dell’anno le 12 aziende del segmento fashion e luxury considerate nello studio hanno totalizzato un giro d’affari di 14,2 miliardi di euro in crescita, come anticipato, dell’11% rispetto all’analogo periodo del 2010. E, a un anno di distanza, a trainare la crescita percentuale del panel analizzato sono le stesse griffe che avevano ottenuto ottime performance anche nel 2010. Bottega Veneta (+32%) a 483 milioni di euro, Prada (+25%) e Gucci (+20%), tutti con una progressione a doppia cifra. Al secondo posto Salvatore Ferragamo, che ha chiuso i primi 9 mesi del 2011 con un fatturato di 701 milioni di euro in aumento del 28% rispetto al 2010. Ferragamo ha avuto incrementi significativi in tutte le aree geografiche, linee di prodotto e canali distributivi. Medaglia di bronzo per Prada, che ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un fatturato di 1,7 miliardi di euro (erano 1,4 miliardi nel 2010) con un balzo in avanti di ben 25 punti percentuali. Quarta posizione per Gucci, ammiraglia del colosso del lusso francese Ppr, che ha archiviato il periodo con una crescita dei ricavi del 20% a 2,2 miliardi di euro. Scorrendo la classifica, al quinto posto c’è Tod’s, i cui ricavi semestrali sono aumentati del 15% raggiungendo così 699 milioni di euro. Anche la redditività è aumentata passando dal 26% al 27,5%, in buona con Prada (28%) e Luxottica con il 19,3%.

QUI ESTERO. Anche per i colossi internazionali i primi nove mesi del 2011 hanno confermato il trend positivo in atto già da un po’ di tempo. Tanto che alcune aziende, come PVH (Calvin Klein e Tommy Hilfiger), Tiffany e Hugo Boss hanno rivisto al rialzo le stime per l’esercizio fiscale in corso. Prendendo in considerazione i parametri economici dei 18 gruppi analizzati nella ricerca, vediamo che il fatturato ha raggiunto quota 73 miliardi di euro, in crescita dell’11,3%. L’Ebitda (riferito a 11 aziende) è diminuito di circa 1 punto e mezzo, passando dal 16,3% al 14,9%. Domina la classifica per incremento dei ricavi il gigante PVH, che ha chiuso i primi 9 mesi con un fatturato di 3 miliardi di dollari in crescita di ben 34,6 punti percentuali. L’incremento delle vendite è stato sostenuto dalle ottime performance di Tommy Hilfiger e Calvin Klein, che hanno portato la società con sede a New York ad alzare le stime per l’intero anno fiscale. I ricavi dovrebbero raggiungere i 5,8 miliardi di dollari con un aumento di circa il 26% rispetto al 2010. Segue di una posizione Fossil con un +30,6% a 1,2 miliardi di euro. Ottimo il risultato di borse e accessori del brand americano – nato negli orologi – che hanno infatti messo a segno un +29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al terzo posto il gioielliere Tiffany che ha messo a segno un’ottima performance con ricavi a 2,5 miliardi di dollari in crescita del 23,8%, grazie all’ottimo andamento delle vendite nella zona Asia-Pacific (+44%). Per l’anno in corso il management guidato dal presidente e CEO Michael J. Kowalski, ha alzato le sue stime e per l’intero esercizio prevede utili in aumento tra il 26 e il 30%. Quarta posizione per Abercrombie & Fitch che ha chiuso il periodo con un fatturato di 2,8 miliardi di dollari in aumento del 22% rispetto ai 2,3 miliardi dello scorso esercizio. Quinta posizione per la maison francese Hermès che ha messo a segno un +19,5% a 1,9 miliardi di euro contro gli 1,6 miliardi dello stesso periodo di un anno fa. L’azienda del lusso ha alzato le stime di crescita del fatturato per il 2011 tra il 15 e il 16%, rispetto ad una previsione precedente di un 12-14%. Per quanto riguarda la redditività (Ebitda) i migliori della classifica sono stati Hugo Boss con il 23,9%, H&M con il 20,5% e Fossil con il 19,3%. Hugo Boss sta andando a gonfie vele e nei giorni scorsi ha anche alzato i target 2015 a 3 miliardi di euro per il fatturato e a 750 milioni per l’Ebitda (erano rispettivamente 2,5 miliardi e 500 milioni).

A questo punto è lecito chiedersi perché i grandi gruppi registrano questi risultati, pur in un periodo di crisi generalizzata. “Le cause sono diverse – ha dichiarato Carlo Pambianco, presidente dell’omonima società di consulenza – sicuramente conta la dimensione, che consente di ottenere cospicue sinergie in tutte le aree aziendali (prodotto, produzione, distribuzione, comunicazione….), ma anche la presenza all’interno dei vari Gruppi quotati di marchi di grande prestigio, che hanno trovato ampi spazi di crescita e redditività nei paesi emergenti”.

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Pitti Immagine. A breve si alzerà il sipario sulla moda

Puntuale, non c’è che dire. L’appuntamento con Pitti Immagine segna l’inizio dell’anno nuovo e della stagione della moda, pronto a fare da termometro ai trend del prossimo inverno. Dal 10 al 13 gennaio, queste le date da segnare in agenda per gli aficionados che approderanno in città a migliaia sperando di vedere dal vivo le proposte più cool dell’universo di abbigliamento e accessori per lui, tra gli stand della Fortezza, e per lei, tra le precollezioni targate Pitti W in mostra negli spazi della Dogana. 950 i marchi (più 70 di Pitti W), di cui 300 in arrivo dall’estero, distribuiti su 59mila metri quadrati di spazio espositivo, suddivisi in 11 tappe.

Quest’anno il file rouge che farà da tema-guida tra i padiglioni è “It’s Graphic Now”, un omaggio alla comunicazione visiva e alla capacità nel tradurre il presente in segni, forme e atmosfere, spesso più velocemente della moda. Questi segni del contemporaneo saranno raccolti per l’occasione in una speciale selezione di lavori realizzati da 14 giovani graphic designer internazionali selezionati da Giorgio Camuffo, che sono stati chiamati a trasformare una parola rappresentativa del loro linguaggio e della loro idea di futuro in una sorta di logo, che contribuirà ad allestire il percorso che si dipana dal piazzale centrale della Fortezza. Vecchi, giovani, nuovi, briosi, classici, sportivi, emergenti e vintage, di appellativi per gli espositori (e per i buyers che si porteranno dietro) ce ne sarebbero per tutti i gusti, ma se la fiera in sé per sé non fosse abbastanza, tra gli ospiti più importanti di questa 81esima edizione arriva, udite udite, la maison Valentino Garavani che con il suo stuolo di designer d’alta gamma e i direttori creativi Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, presenterà a Firenze – in anteprima – la collezione uomo autunno inverno 2012-13 in uno special event blindatissimo.

Tra i giovanissimi del panorama fashion a cui Pitti Immagine dà l’occasione di mostrare il meglio di sé ci sono invece i new performers Andrea Pompilio e Emiliano Rinaldi, vincitori dell’edizione 2011 del concorso “Who is on next now? Uomo”, che mostreranno agli invitati quello di cui sono capaci in due eventi speciali, il primo alla Stazione Leopolda e il secondo allo Yab. Per chi ama le atmosfere classicheggianti e sartoriali alla Savile Row è in arrivo Hardy Amies, couturier ufficiale della Regina Elisabetta, protagonista del Pitti Uomo Special Project di questa edizione.

Ospiti d’eccezione del Pitti numero 81 anche una selezione di designer giapponesi che trasformeranno i locali del Lyceum per quattro giorni in un laboratorio creativi in puro stile Japan. A fare da direttore d’orchestra di questa Tokyo fashion week in salsa italiana ci penserà Yuichi Yoshii, guru dello scouting dagli occhi a mandorla che ha scelto per l’occasione il meglio dei creativi emergenti di casa sua. Per quanto riguarda il mondo al femminile, la sorpresa più grande sta nell’arrivo di Olympia Le-Tan, giovane e acclamata stilista d’oltralpe, che sta facendo parlare di sé nei cinque continenti grazie a delle collezioni di borse eccentriche e divertenti. Dunque: il programma c’è, gli ospiti stanno per arrivare, i buyer non aspettano altro che riversarsi nella città del giglio, non resta che tirare su il sipario e dare inizio alle danze.
(www.corriere.it)

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