Evento: “Sfilata di Primavera” a Palazzo Moroni

Vi segnaliamo l’evento, ormai piacevole e consolidata occasione, che si svolgerà a Padova, sulla suggestiva scalinata di Palazzo Moroni, il 30 maggio alle ore 21.00.

Si tratta di una sfilata, organizzata dall’Istituto E.U.Ruzza, dove le studentesse della scuola presenteranno e sfileranno con gli abiti di loro creazione. Un’occasione imperdibile per vedere all’opera il talento e la creatività dei giovani studenti padovani, futuro del panorama del fashion italiano.

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CIAK! CACCIA AL FALSO: Concorso della Regione Veneto per scuole e giovani sul tema della contraffazione

made_in_italyLa Regione Veneto, in collaborazione con le associazioni dei consumatori del territorio, promuove un bando per studenti e giovani sul tema della contraffazione. Il concorso si chiama CIAK! CACCIA AL FALSO e consiste nella creazione di micro-metraggi sul tema della contraffazione.

I partecipanti dovranno realizzare dei videoclip che parlino dei diritti dei consumatori e degli utenti, delle conseguenze della contraffazione e dei disservizi che questa pratica crea.

L’iniziativa è rivolta a tutti gli istituti scolastici del Veneto, ma anche a tutti i giovani residenti in Veneto, tra i 18 e i 35 anni.

Due esemplari del filmato realizzato dovranno pervenire, insieme alla domanda di partecipazione, entro il 31 maggio tramite lettera raccomandata a Unioncamere del Veneto, via delle Industrie 19/D, 30175 Marghera – VENEZIA, indicando la dicitura: Partecipazione Concorso “Ciak! Caccia al Falso -2013”.

Gli utenti del web sceglieranno, poi, le dieci opere che andranno in finale per essere giudicate da un’apposita commissione. Ai primi classificati delle categorie Scuole e Giovani andranno 6500 euro, ai secondi 3000 ai terzi 2000 e ad altri 6 selezionati 500 euro. Qui è possibile scaricare il bando.

Franco Manzato, Assessore alla Tutela del consumatore, ha affermato:  “Con questa iniziativa vogliamo diffondere nelle giovani generazioni la conoscenza e la coscienza dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti, sensibilizzando inoltre i giovani sui rischi derivati dalla contraffazione, dovute a frodi, falsificazioni e sofisticazioni nella produzione dei beni e nell’erogazione dei servizi e promuovendo l’informazione e l’educazione sul rapporto tra consumo, salute, sicurezza e qualità”.

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Patrizio Bertelli: valorizzare e rafforzare la presenza dei giovani stilisti

Patrizio_Bertelli_innovazione_modaPatrizio Bertelli, da pochissimo nominato vice presidente vicario della Camera nazionale della moda italiana, prende fin da subito posizione su una questione molto delicata e di rilievo, ossia la presenza dei giovani stilisti nelle sfilate milanesi e la più ampia valorizzazione degli stessi nel Sistema moda italiano.

«Nel calendario delle sfilate di Milano i giovani sono concentrati al settimo giorno: non ha senso. D’ora innanzi saranno distribuiti su tutta la settimana» ha affermato con determinazione Patrizio Bertelli.

Da tempo i giovani talenti della moda italiana sono poco valorizzati nelle occasioni delle sfilate e delle fiere del fashion. Invece, su queste giovani promesse è necessario scommettere, cercando di aiutarli e valorizzarli a 360 gradi. Il calendario di Milano moda uomo e Milano moda donna va rafforzato anche con l’inserimento di marchi minori ed emergenti, com’è proprio nelle intenzioni dichiarate alla conferenza stampa dove sono stati presentati i nuovi vertici dell’associazione.

Valorizzare i giovani e valorizzare la moda made in Italy deve essere una delle priorità delle istituzioni, considerando la forza stessa di questo comparto che ha anche nel 2012 ha garantito oltre 51 miliardi di esportazioni rappresentando un volàno per l’intera economia aizendale.

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Acquisti di moda online: l’identikit del compratore – anzi – della compratrice tipica

acquisti_moda_online_innovazione_modaAbbiamo già parlato del fatto che fare acquisti online sta diventando, anche in Italia, un comportamento che inizia a diffondersi. Compriamo prodotti di tecnologia, cene, viaggi, ma soprattutto articoli di moda.

Per quanto riguarda gli acquirenti dei prodotti di moda online, una ricerca di Contactlab, ha evidenziato che si tratta principalmente di compratrici. Infatti, pare che anche online, siano le donne ad essere le più accanite acquirenti.

L’identikit di una tipica fashion victim? Donna, under 35, del Sud Italia o delle isole principalmente. Tendenzialmente, chi spende nella vita reale per gli articoli di moda è più propenso a farlo anche online.

Quanto acquista una fashion victim online? Si parte da circa sei articoli di moda all’anno fino ad arrivare a chi dichiara di aver fatto più di 5 acquisti negli ultimi tre mesi. Più del 30% del campione ha ammesso di aver speso più di mille euro nell’ultimo anno.

Gli acquisti online sono incentivati dalla possibilità di acquistare usufruendo di sconti, dalla grande offerta di prodotti di marca (anche di lusso) a prezzi di outlet e anche dalla sempre più alta percezione della sicurezza per quanto riguarda i pagamenti online.

Non solo acquisti da computer per le giovani fashion acquirenti, ma, sempre più, a farla da padrone sono smartphone e tablet.

Un appello va, dunque, alle aziende della moda le quali, se ancora non l’avessero fatto, devono investire prima che sia troppo tardi nella vendita online. Tagliare i costi vendendo online permette di avere dei prezzi più competitivi da presentare alle acquirenti che, a loro volta, sono e saranno sempre di più maggiormente propense ad acquistare online.

L’innovazione della moda passa anche dall’e-commerce, oggi.

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Tragedia in Bangladesh: i grandi retailer della moda chiamati a firmare un protocollo di sicurezza

crollo-edificio-bangladesh-innovazione_modaDopo la tragedia avvenuta nella periferia di Dhaka in Bangladesh, lo scorso 24 aprile, dove hanno perso la vita oltre 1100 lavoratori e dopo la grande risonanza mediatica che la notizia ha avuto in tutto il mondo, i più noti player della moda sono stati chiamati a un maggiore impegno verso la sicurezza dei lavoratori. In particolare, messi particolarmente sotto pressione dalla tragedia e dall’attenzione mediatica sulla questione, sono stati chiamati a firmare un protocollo di sicurezza in Bangladesh.

Due commissioni sono state aperte per indagare sul crollo del Rana Plaza, lo stabile in questione. Una voluta dal responsabile per l’industria tessile del Bangladesh, Abdul Latif Siddique, per cercare di aumentare i salari dei lavoratori che ora guadagnano meno di 30 euro al mese. L’altra è stata istituita per ispezionare gli stabili adibiti a fabbriche delle catene di moda occidentali che si appoggiano al Bangladesh per ottenere manodopera a basso costo. Pensiamo solamente al fatto che il Bangladesh è il secondo Paese esportatore di abbigliamento dopo la Cina e impiega 4,5 milioni di persone.

L’accordo sarà reso disponibile oggi, 15 maggio, e vede già impegnati H&M; la catena Inditex che raccoglie Zara, Bershka e Stradivarius; C&A. Anche Pvh (gruppo che raccoglie Izod, Tommy Hilfinger e Calvin Klein) pare abbia già dato la sua disponibilità ad aderire al protocollo.

Gli obiettivi del protocollo? Migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori, irrigidire le norme anti-incendio, aumentare e rafforzare i diritti dei lavoratori.

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Il contatore della crisi: iniziativa de Il Sole 24 ore

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Il contatore della crisi [13/05/2013]

Il noto quo­ti­diano Il Sole 24 Ore ha da qualche settimana inserito all’interno del proprio sito un dram­ma­tico contatore che ci aggior­na­ sugli effetti pro­dotti dalla crisi. In particolare ci indica il numero delle società fal­lite dal 2009, anno a cui si fa comunemente riferimento per indicare l’inizio della crisi economica che stiamo vivendo.

I dati sono forniti dagli studi di Cer­ved Group, tramite un osser­va­to­rio che ana­lizza tri­me­stralmente l’andamento della crisi, ripor­tando il numero dei fal­li­menti aziendali e di altre pro­ce­dure con­cor­suali. I risultati sono forniti distinti per aree geo­gra­fi­che, macro e micro set­tori e per tipo­lo­gie di imprese.

Secondo l’osservatorio del Cerved Group il numero di imprese ita­liane che ha dichia­rato fal­li­mento dal 2009 all’inizio del 2013 ammonta a più di 45.000. Di queste, quasi la metà, sono ope­ranti nel ter­zia­rio (21.702), le altre appartengono all’edilizia, con 10.381 imprese dichia­rate fal­lite, men­tre nel set­tore dell’industria il numero ammonta a poco più di 9.000.

Quello che è chiaro è che non esi­ste un set­tore rima­sto immune agli effetti della crisi e della reces­sione economica: tutti i set­tori hanno subito gli effetti col­la­te­rali di un’economia ita­liana in piena emergenza e questo contatore ce ne dà una chiara ed evidente valenza.

Ciò che è certo è che i numeri esprimano ancor meglio delle parole ciò che sta accadendo. Fortunatamente, l’inizio del 2013 migliora leggermente il trend negativo che dal 2009 la nostra economia sta subendo. Confidiamo, dunque, che in un futuro non troppo lontano si presenti anche l’uscita dal baratro di questo drammatico conteggio.

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Start Up della moda: prestiti agevolati per le startup della moda lombarde

In un momento di difficoltà economica un problema che potrebbe addirittura disincentivare l’avvio e la formazione di nuove imprese è la problematica dell’accesso al credito. Quando anche le banche faticano ad erogare credito alle nuove imprese devono attivarsi in soccorso del tessuto produttivo del nostro Paese altri attori. In questo caso, un’importante iniziativa è stata avviata in Lombardia da Cna e Unicredit.

start up moda innovazione moda

Il progetto si inserisce all’interno del più ampio bando “Start Up Moda”, predisposto dalla Regione Lombardia già nel 2012 per sostenere le nuove imprese del settore della moda. I due soggetti, Cna e Unicredit, hanno realizzato un progetto che consente l’accesso ad una linea di credito agevolata. Questo per 16 startup della moda del territorio lombardo che usufruiranno di un fondo perduto, erogato tramite voucher, per un importo massimo di quaranta mila euro a impresa.

Giuseppe Vivace, che ha il ruolo di Segretario del CNA Lombardia, ha dichiarato al riguardo: «Il fondo perduto è senza dubbio un esempio efficace e diretto di sostegno alle imprese che si mettono con coraggio, creatività e determinazione oggi sul mercato».

Per quanto riguarda Unicredit, è impegnata nel sostegno delle nuove imprese da diverso tempo, considerando che solo nell’arco dell’ultimo anno ha investito nel finanziamento delle start-up più di 250 milioni di euro. Monica Cellerino, Regional Manager di UniCredit per la Lombardia, ha affermato in proposito: «Il settore della moda rappresenta una eccellenza del sistema produttivo della Lombardia. Proprio per questo UniCredit ha deciso di sostenere questa iniziativa che premia la nuova imprenditorialità con lo scopo di sostenere l’occupazione di un settore che è un vanto per il nostro Made in Italy nel Mondo».

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Bello e ben fatto? Il Made in Italy che dovrebbe investire di più a est, nella distribuzione e nell’e-commerce

Daniele Lago, presidente Lago arredamenti

Bello e bene fatto? Sono le eccellenze del made in Italy apprezzate in tutto il mondo. Moda, calzature, arredamento, food, oreficeria e ottica. I settori che negli ultimi sei anni hanno portato l’export del made in Italy da 10 a 14 miliardi di fatturato. Una partita che si gioca sempre più a est: Emirati, Russia, Cina, Indonesia, Turchia, Kazakistan e Malesia.

«È necessario riprogettare l’italianità nel mondo puntando sul binomio cultura e impresa, come in questi anni solo forse Eaitaly è riuscito a fare abbinando qualità e un’immagine innovativa dell’italian food».

Questo il pensiero di Daniele Lago, presidente della Lago arredamenti, nota e florida azienda del padovano leader nel settore. Cultura e impresa, immagine e qualità, tradizione e innovazione.

Un investimento che però deve crescere se si vogliono sfruttare davvero le potenzialità di quest’occasione.

Ancora poco sfruttato, ad esempio, l’investimento nella distribuzione e le potenzialità dell’e-commerce. In Cina, ad esempio, il volume di business mosso dall’e-commerce è cresciuto del 41,3% nel 2012, con un’incidenza del 5,4% sul totale delle vendite al dettaglio. Ma l’Italia non ne sta approfittando.

Avete mai provato a ragionare sulle regole d’oro per riuscire ad entrare nel mercato cinese? Eccone alcune:

  • conoscere l’andamento dei consumi;
  • conoscere i consumatori;
  • selezionare le aree urbane più adatte alla penetrazione;
  • comprendere bene e affrontare gli ostacoli burocratici e commerciali all’ingresso dei prodotti nel territorio;
  • conoscere direttamente il canale distributivo senza affidarsi a importatori e distributori locali.

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Digitalizzazione degli archivi: tavola rotonda giovedì 09 maggio nell’ambito di Festival Città Impresa 2013

“Capitale in rete” è il titolo della sesta edizione del Festival Città Impresa, in programma dall’8 al 12 maggio 2013. Il Festival sarà sede e occasione di confronto e approfondimento per far emergere e mettere in rete quel capitale di nuove idee che è fondamentale per generare un nuovo ecosistema.

Archivi Vivi a Festival Città Impresa 2013Proprio nell’ambito dell’edizione 2013 del Festival Città Impresa si terrà un nuovo appuntamento di Archivi Vivi, progetto che si pone l’ambizioso traguardo di trasformare le miniere nascoste e polverose, quali sono attualmente gli archivi, in “cassetti delle meraviglie” da cui attingere nuove idee e impulsi per gli imprenditori di oggi e di domani.

Tema dell’incontro è la digitalizzazione degli archivi. A confronto esperienze diverse, tra cui archivi digitalizzati e proposte di software avanzati di digitalizzazione, il tutto partendo dal dato storico significativo: le schede per i telai sono le antesignane dei computer.

La tavola rotonda si terrà giovedì 09 maggio, alle ore 17.00, presso Palazzo Toaldi Capra – Sala degli Affreschi, via Pasubio 52.
Archivi vivi_Trame digitali: GLI ARCHIVI DELLA MODA DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE ALLA RIVOLUZIONE DIGITALE 


Tavola rotonda con:

Erilde Terenzoni, sovrintendente archivistico per il Veneto
Michele Bocchese, presidente Sezione Moda e Industria Confindustria Veneto
Maria Luisa Frisa, direttore Corsi di Laurea in Design della Moda, Università IUAV
Mario Lupano, vicepreside Facoltà di Design e Arti, Università IUAV
Rinaldo Rinaldi, direttore LogisLab, Università di Firenze e organizzatore di IT4Fashion
Rodolfo Bevilacqua, presidente Luigi Bevilacqua, Antica Tessitura in Venezia
Federica Rossi, curatrice Museo della Calzatura Rossimoda, Gruppo LVMH
Marcello Melis, Dipartimento di Informatica Università La Sapienza di Roma, fondatore di Profilocolore
Walter Macorig, partner MAS Management Network
Lidia Zocche, Comune di Schio

Altre iniziative interessanti e il programma completo degli eventi possono essere reperite nel sito di Festival Città Impresa 2013.

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Dati Istat: ad aprile 2013 è leggermente cresciuta la fiducia dei consumatori

fiducia_consumatori_aprile_2013Secondo i dati dell’Istat pare che i giudizi e la fiducia dei consumatori italiani sulla situazione economica del paese stiano migliorando, ma diminuisce quella riguardo la situazione personale, dovuta soprattutto all’aumento del tasso di disoccupazione.

Dall’ultima rilevazione Istat sono, infatti, emersi alcuni dati confortanti. Nel mese di aprile 2013 il clima di fiducia dei consumatori è aumentato a 86,3 punti, rispetto agli 85,3 del mese di marzo. Ad aumentare è stata soprattutto la componente riguardante il quadro economico italiano, del quale il relativo indice passa da 69,2 a 73,5, mentre diminuisce quella relativa al clima personale che passa da 91,4 a 90,5.

In generale, secondo l’Istat, i giudizi degli italiani e le attese sull’imminente futuro della situazione economica del paese migliorano: i dati passano, rispettivamente, da -147 a -137 e da -61 a -50.

Purtroppo, tuttavia, non migliorano le percezioni e i fatti che riguardano la disoccupazione interna, infatti, le opinioni dei consumatori mostrano un aumento che porta il saldo da 104 a 109. Anche le possibilità attuali e future di risparmio sono in diminuzione e passano rispettivamente da 132 a 121 e da -81 a -90.

I dati mostrano una sobria crescita della fiducia che, unita alla stabilizzazione dei mercati derivante dalla formazione del nuovo governo, potrebbe portare ad un percorso di lenta ma graduale uscita dalla crisi. Un percorso sempre più necessario anche alle aziende della moda che, ormai, guardano con sempre maggior sfiducia al mercato dei consumi interni.

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